Politica e democrazia: la situazione in Italia

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    Secondo Aristotele, “l’uomo è un animale politico” e secondo una definizione classica, la politica è l’arte della diplomazia e l’arte di governare una società. Volendo essere più spiccioli però, la politica rappresenta le diverse attività di governo viste su tre livelli: il livello comunale, il livello regionale, il livello nazionale. Nell’ambito del governo delle società, distinguiamo 2 poteri fondamentali: quello amministrativo e quello legislativo che solitamente fanno capo ad un governo e ad un parlamento. Chi è il politico? Politico è chi si occupa dell’attività di funzionamento degli enti elettivi (Parlamento a qualsiasi livello) e delle attività amministrative in capo al governo. Il parlamento dà, nelle democrazie di natura parlamentare come quella italiana, l’indirizzo politico al Governo con il quale intrattiene un rapporto Fiduciario. Fino a questo momento abbiamo fatto un po di teoria. Ma nella pratica? La politica è l’arte del compromesso; è l’arte della diplomazia, e ciò che trasforma i numeri economici in fatti che, a loro volta, vengono tradotti in legge. La legge è perciò il frutto del compromesso politico fra maggioranza ed opposizione interna o esterna. Detto così è tutto bellissimo. Meraviglioso. Avremmo, se questa teorizzazione fosse reale, risolto tutti i nostri problemi. Il problema è però che la politica è ostaggio spesso di conflitto, è ostaggio di interesse, è ostaggio di tutte quelle storture che possono caratterizzare la società umana. Quella italiana nè è un esempio. Capirla è sempre più difficile a causa della complessità di funzionamento delle istituzioni democratiche, dei mutamenti delle dinamiche di conflitto tra partiti politici, della vastità e della crescente complessità dei temi con i quali si trova a doversi confrontare. Il conflitto tra partiti politici non è più orientato dalle grandi ideologie del secolo scorso mentre la comunicazione e i mass media hanno assunto un ruolo decisivo, determinando un’eccessiva semplificazione dei messaggi e dei concetti e una spettacolarizzazione della lotta politica. Per le esigenze della comunicazione di massa, i temi che la politica è chiamata ad affrontare sono spesso trattati dai media e dagli stessi politici in modo approssimativo e decontestualizzato, generando flussi di notizie senza soluzione di continuità che esasperano i conflitti e non forniscono ai cittadini i riferimenti necessari per comprendere la vera natura e la complessità dei problemi affrontati dalla politica in un paese democratico. Possiamo non occuparci di politica? No. Non dimentichiamo che la politica determina la qualità delle nostre vite e quella delle generazioni future.
    Per questo, in democrazia è fondamentale che la maggior parte dei cittadini si interessi di politica. E’ giusto che il cittadino sorvegli l’eletto che provvede a spendere i soldi che derivano dalle tasse che il cittadino paga. E’ con la politica che si difende la propria libertà e con la politica che si difende il sacro valore della democrazia oggi deficitaria
    Parliamone allora perché è è necessario che di politica si parli. Parliamone usando uno spirito costruttivo soprattutto in questo periodo di campagna elettorale. Il prossimo 26 Maggio saremo chiamati ad eleggere il Parlamento europeo e non potremo esimerci dal valutare i politici, o politicanti, che oggi decidono delle nostre vite.

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