Diritti TV Serie A: calvario senza fine

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fralama1234
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Diritti TV Serie A: calvario senza fine

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I diritti di Serie A non trovano pace. Le prime 7 giornate di campionato hanno dimostrato quanto lo streaming in Italia sia ancora lontano dall'essere ottimale e DAZN non avrebbe ottemperato all'obbligo di adeguare le proprie infrastrutture affinchè il tifoso riceva un segnale streaming senza pause e con una immagine degna di tal nome. Vane tutte le promesse di Tim e DAZN, si fa sempre più strada l'ipotesi di una sublicenza a SKY affinché il calcio torni a poter essere trasmesso via satellite così come era fino allo scorso Maggio.
SKY ha scritto una lettera all’Antitrust nella quale invita l’autorità a rivedere l’assegnazione dei diritti tv a Dazn, che ne è titolare per il triennio 2021-2024.
La cordata Tim-Dazn ha pagato 840 milioni per il diritto a trasmettere tutte le gare del campionato, di cui sette in esclusiva e le altre 3 in co-esclusiva con Sky. Circa 340 milioni arrivano dalle casse di Tim che con Dazn ha siglato un’alleanza sia tecnica che finanziaria per il triennio 2021-2024 con l’obiettivo di interrompere il dominio di Sky. Tra l’altro la presenza di Tim avrebbe dovuto dare garanzie proprio sulle difficoltà tecniche dello streaming, che sta rischiando di togliere valore al prodotto Serie A.
Ciò che chiedono gli uomini di Murdoch è una collaborazione tramite sublicenza, con la titolarità dei diritti in mano a Dazn fino al termine della stagione 2023/24, ovvero quando scade il contratto. Sky, secondo quanto riportato e ricostruito dal Sole 24 Ore, avrebbe inviato una lettera e un parere legale all’Agcm come “supplemento informativo” nell’ambito di un procedimento aperto dalla Autorità nei primi giorni di luglio e volto a verificare l’esistenza di un’intesa restrittiva della concorrenza.
L’istruttoria, che l’Agcm dovrebbe chiudere entro il 30 giugno 2022, è stata aperta a seguito delle segnalazioni di “diversi operatori di TLC quali Vodafone Italia S.p.A., Wind Tre S.p.A., Fastweb S.p.A.” e “Sky Italia S.r.l.” circa “possibili effetti restrittivi della concorrenza riconducibili all’accordo fra TIM e DAZN” denominato Deal Memo Distribution “per la realizzazione di una partnership per la distribuzione e il supporto tecnologico per l’erogazione dei contenuti dei Pacchetti 1 e 3 dei diritti per la visione delle partite del campionato di Serie A”. L’obiettivo dell’istruttoria è valutare eventuali possibili restrizioni della concorrenza discendenti dalle previsioni dell’accordo che limitano “commercialmente e tecnicamente DAZN nell’offerta di servizi di televisione a pagamento” e “che ostacolano gli operatori di telecomunicazioni concorrenti di TIM dall’intraprendere iniziative commerciali”.
Con un comunicato del 28 luglio 2021 l’Agcm ha deciso di chiudere il “procedimento cautelare, ritenendo che le iniziative e le modifiche all’accordo da parte di TIM e di DAZN siano idonee “a impedire che durante il procedimento di accertamento si produca un danno grave e irreparabile per la concorrenza. Allo stesso tempo l’Autorità giudica le misure adeguate a garantire, in vista dell’inizio del campionato di Serie A, che i consumatori finali abbiano la libertà di scegliere fra le diverse alternative disponibili e si possano assicurare la migliore qualità del servizio”. Tuttavia a quasi due mesi dall’inizio del campionato sono stati riscontrati notevoli disservizi nelle trasmissioni.
Le rimostranze degli spettatori contro lo streaming
Le rimostranze più frequenti degli spettatori hanno riguardato la trasmissione solo in streaming, che si sono fatti sentire attraverso le associazioni. Secondo Sky, come riportato dal Sole 24 Ore, questo già dimostrerebbe quanto le misure tecnologiche offerte da Dazn e Tim all’Agcm per evitare le misure cautelari non sarebbero in grado di garantire ai consumatori un servizio stabile e di qualità.
SKY non si sarebbe limitata a sottolineare i disservizi sofferti dall’utenza ma avrebbe anche evidenziato anche altri impegni disattesi. L’Antitrust aveva comunicato che Tim si sarebbe impegnata “a non offrire in bundle servizi di accesso e servizi di contenuti”. Secondo Sky tale impegno non sarebbe stato rispettato vista la promozione Tim Gold (anche se Tim sulla questione ha rispedito le critiche al mittente parlando di un’offerta connettività-contenuti che non è un bundle).
Oltre a questo SKY sottolinea anche la scelta di Dazn a non utilizzare tutti i diritti acquisiti: web, digitale terrestre e satellite. E proprio su questo SKY si dice pronta a “collaborare”.