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TESTA DI RAPA. Curiosità sulla lingua che parliamo e non sempre conosciamo


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Registrato: 2 anni fa

Gino Rapa

TESTA DI RAPA

Curiosità sulla lingua che parliamo
e non sempre conosciamo

IN REALTÀ QUELLE DI GINO NON SONO SOLTANTO
SPIEGAZIONI, SONO DEI VERI E PROPRI “VIAGGI”.
LE PAROLE O ANCHE I SEMPLICI MODI DI DIRE DEL
NOSTRO LESSICO ABITUALE, GRAZIE A LUI, NON SONO
PIÙ SOLO VOCABOLI O FRASI, MA SCRIGNI DELLE
MERAVIGLIE, CHE RACCHIUDONO STORIE, RACCONTI,
SIGNIFICATI SCONOSCIUTI E SPESSO IMPENSATI.
VIAGGI, APPUNTO.

Gino Rapa in tanti anni di insegnamento ha contribuito a formare generazioni di giovani. È legatissimo alla città dove è nato. Albenga, e al suo centro storico. Pochi possono dire di conoscerlo, nonostante il carattere apparentemente estroverso. Ha scritto poesie, racconti, testi per canzoni. Tre suoi lavori teatrali (Nome: Fabrizio Cognome: De André - Viva la Merica! - Ah l'amore!) hanno fatto sempre registrare il tutto esaurito. Impegnato nel sociale e nella solidarietà insieme al gruppo dei Fieui di caruggi (ragazzi dei vicoli) da anni organizza eventi per offrire aiuto a chi si trova in difficoltà. A questo scopo ha ideato due manifestazioni che in poco tempo hanno ottenuto risonanza nazionale: il Premio Fionda di legno e Ottobre De André.
Il primo è un riconoscimento che ogni anno Antonio Ricci consegna a chi nella vita ha tirato buone fiondate contro i soprusi e le violenze e in difesa di chi spesso non ha voce. Ottobre De André è invece una festa, amatissima dalla gente, suggestiva e gioiosa nel ricordo di Faber col patrocinio della Fondazione De André e la presenza amichevole della signora Dori Ghezzi. Gino vive con un gatto di nome Nina e con nove tartarughe.
Alla sua morte vorrebbe una grande festa in piazza con musica, focaccia, vino e allegria.

Testa di Rapa è un divertimento, un passatempo, un gioco con le parole di uso quotidiano. Non vuole essere un saggio o un trattato linguistico. Si prefigge di stimolare la curiosità del lettore sorprendendolo con etimologie insolite, presentandogli l'origine sconosciuta di tanti modi di dire, ricordandogli che le fondamenta dell’italiano che oggi parliamo poggiano saldamente sul latino e sul greco, lingue troppo frettolosamente dichiarate morte. Testa di Rapa raccoglie note e appunti degli anni di insegnamento dell'autore, rivisitati e resi attuali. Un libro intrigante in grado di appagare dubbi e stimolare riflessioni, da leggere a piccole dosi o tutto d'un fiato. E soprattutto da rileggere per ritrovarvi ogni volta qualcosa di nuovo. Adatto ai bambini e ai ragazzi per fare loro comprendere l'importanza delle parole, ma anche agli adulti che in ogni pagina potranno trovare il piacere di scoprire o di richiamare alla mente la bellezza e la varietà della nostra lingua.

un saluto

 

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