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Cos'è la Dilazione di pagamento e quali rischi si corrono


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La dilazione di pagamento è sempre più entrata nell’uso quotidiano. Sono infatti sempre di più gli esercizi commerciali che la concedono sia tramite finanziaria, sia tramite delle app. (Scalapay di cui si è parlato in un precedente post è una di queste, ma ricordiamo anche klarna e clearpay) e, anche se più raramente, tramite accordi “personalizzati” con lo stesso cliente.

Quando si parla di «pagamento dilazionato» o «dilazione di pagamento» si intende un pagamento in due o più rate, con cadenza periodica (30 e 60 giorni quando parliamo di finanziamenti tramite App) e prestabilita con rate di pari importo. Nulla comunque vieta che gli accordi tra le parti possano contenere condizioni differenti. Tale beneficio può essere gratuito o meno: in questo secondo caso sono previsti degli interessi.

Come detto, il pagamento dilazionato si ha quando una determinata prestazione corrispondente al versamento di una somma di denaro, viene ripartita in più rate. Ecco perché si parla anche di “rateizzazione” del pagamento. Ciò significa suddividere un importo in due o più rate, in modo tale che non si debba sborsare tutto l’importo in un’unica soluzione (le app. sopra citate, ad esempio prevedono il pagamento in 3 rate di cui, la prima al momento dell’acquisto del bene e la seconda e la terza a 30 o 60 giorni dalla data in cui viene effettuato l’acquisto o spedito il bene).

Il pagamento dilazionato può scaturire solo da un accordo fra le parti salvo che non si tratti di cartelle esattoriali, utenze domestiche o imposte il cui pagamento a rate richiede una esplicita previsione contrattuale. Ciò non toglie che l’accordo possa essere concluso anche verbalmente.

Sono spesso gli stessi esercenti a suggerire al cliente una determinata società finanziaria, presentandogli i relativi moduli per la richiesta del prestito. Ciò non impedisce però al consumatore di optare per un’altra finanziaria di propria fiducia, che magari garantisca condizioni contrattuali più vantaggiose. Quando la finanziaria viene proposta dal venditore, il consumatore è maggiormente tutelato poiché, in caso di vizio del contratto principale, quello di finanziamento può essere annullato. Quindi, ad esempio, se il venditore non dovesse adempiere, l’acquirente potrebbe interrompere il pagamento delle rate. Tale beneficio invece non spetta quando è il cliente a scegliere da sé una finanziaria “esterna”.

Il finanziamento al consumo può andare da 200 a 75.000 euro.

Oltre alle finanziarie, oggi esistono diverse app con cui gli esercenti stringono apposite convenzioni, le quali – una volta indicato il numero della carta di credito o del conto corrente dell’acquirente – effettuano dei prelievi mensili automatici. 

L’acquirente però può anche bypassare i soggetti esterni e concordare con lo stesso venditore o con il fornitore di servizi un pagamento rateizzato. Di solito, in questi casi, viene concordato un addebito ricorrente su conto corrente (il cosiddetto RID bancario) o su carta di credito. 

Proprio perché frutto di un accordo tra le parti, le modalità del pagamento dilazionato devono essere previamente definite in modo preciso e puntuale, preferibilmente per iscritto. Bisognerà stabilire:

  • l’importo finanziato;
  • il numero di rate entro cui effettuare il pagamento;
  • l’importo delle singole rate;
  • la scadenza di ciascuna rata;
  • l’eventuale controprestazione dovuta per il beneficio della rateizzazione;
  • l’eventuale previsione di interessi di mora.

Quanto all’importo finanziato, la rateizzazione può avvenire su tutto il debito o solo su una parte di esso.

Le rate di solito hanno un importo identico. Esistono però dei finanziamenti – specie quelli concessi da banche e finanziarie – in cui le rate sono più corpose all’inizio perché comprendono anche gli interessi.

L’accordo deve indicare il giorno ultimo entro cui deve avvenire il pagamento di ogni singola rata. Il versamento può avvenire anche tramite RID, ossia ordine di bonifico impartito direttamente alla banca, senza bisogno che il cliente si attivi personalmente; in tal caso si avrà un addebito periodico e automatico sul conto corrente.

La dilazione di pagamento può essere a titolo gratuito o a titolo oneroso, ossia dietro una controprestazione. In questo secondo caso, la controprestazione è normalmente costituita dagli interessi corrispettivi che vengono addebitati su ogni singola rata nella misura indicata in contratto o, in mancanza, al saggio legale indicato periodicamente con decreto del Ministero dell’Economia. Ciò non esclude però che la controprestazione possa essere costituita anche da una “commissione” da versare immediatamente, all’erogazione del prestito. 

Spesso i contratti di finanziamento prevedono, in caso di ritardo nel versamento della singola rata, il calcolo di interessi superiori rispetto a quelli corrispettivi: si tratta degli interessi di mora. Essi devono essere specificamente indicati nel contratto.

Quando l’addebito delle rate avviene su carta di credito l’importo dei singoli pagamenti viene scalato dal conto corrente nel mese successivo a quello di pagamento o scegliendo diversa scadenza concordata con la società emittente la carta di credito.

Il pagamento dilazionato offre la sensazione di non subire il peso dell’acquisto solo perché questo viene spalmato in più tranches di minimo importo. Ciò porta l’acquirente a comportarsi, nei propri consumi, come sempre ha fatto, senza ridurli in ragione della diminuzione della sua disponibilità economica.

Il che frequentemente determina il rischio di un eccessivo indebitamento, specie quando gli acquisti a rate si sommano nell’arco dello stesso periodo.

Bisogna perciò prestare la massima attenzione prima di apporre la propria firma su un modulo di “richiesta prestito. Le conseguenze di un mancato pagamento, infatti, potrebbero essere serie.


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