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Conto Corrente di Base: come funziona e a chi è rivolto


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La legge consente ai cittadini economicamente più fragili di avere un conto corrente in banca a condizioni favorevoli, nell’ambito di quella che lo Stato chiama «inclusione finanziaria». In questo modo, si vuole garantire a tutti la possibilità di avere il proprio «salvadanaio» in banca per fare le operazioni più essenziali: prelievi, versamenti o pagamenti, anche se in numero limitato, e la possibilità di avere una carta di debito, elemento fondamentale ora che la soglia dell’uso dei contanti è stata abbassata a 999,99 euro. Il tutto, ad un costo contenuto e a certe condizioni. Questo strumento si chiama conto corrente di base: cos’è e chi può aprirlo?

Come vedremo più avanti, la soluzione del conto di base è riservata a chi ha un reddito particolarmente basso: non deve essere superata una certa soglia di Isee. Ne hanno accesso anche i pensionati, a patto che il loro trattamento resti entro un determinato limite e non rientrino nelle fasce socialmente svantaggiate. Ma ecco che cos’è il conto corrente di base e chi può aprirlo.

Conto corrente di base: che cos’è?

Il conto corrente di base (o più semplicemente «conto di base») viene definito dall’Abi, l’Associazione bancaria italiana, come uno strumento di pagamento ad operatività limitata e costo contenuto, pensato innanzitutto per chi non dispone di un conto ed ha esigenze bancarie essenziali.

Ciò significa che chi apre un conto di base può effettuare solo un certo tipo e un certo numero di operazioni e deve avere una situazione reddituale al di sotto di determinate soglie, che vedremo tra un istante.

Il conto corrente di base viene offerto a canone zero (a seconda delle banche) e con l’esenzione dall’imposta di bollo a chi ha un reddito particolarmente basso, a patto che non abbia già attivato un altro conto di base: se ne può avere solo uno per volta. L’imposta di bollo, però, viene addebitata ai pensionati.

Conto corrente di base: chi può aprirlo?

Può aprire un conto corrente di base a zero spese, come accennato, chi appartiene ad una fascia socialmente svantaggiata o ha una pensione sotto una determinata soglia. In particolare:

  • chi ha un Isee inferiore a 11.600 euro al 31 maggio di ogni anno;
  • chi percepisce una pensione Inps non superiore a 18.000 euro lordi annui e non rientra nelle fasce socialmente svantaggiate.

Esiste anche il conto di base a canone molto ridotto, e sempre ad operatività limitata, per chi non rientra in queste categorie, cioè per chi è in difficoltà ma supera le citate soglie di Isee o di pensione.

Conto corrente di base: cosa si può fare?

Il conto corrente di base prevede un numero limitato di operazioni, diverso per le due categorie di beneficiari. Superato tale limite, la banca può chiedere il pagamento di commissioni per ogni movimento o transazione in più.

Nel dettaglio, con il conto di base è possibile fare ogni anno:

  • 1 rilascio, 1 sostituzione e 1 rinnovo della carta di debito;
  • 6 estratti movimenti;
  • 6 prelievi in contanti presso la filiale (12 per i pensionati);
  • prelievi illimitati presso gli sportelli automatici della banca;
  • 12 prelievi (6 per i pensionati) presso gli sportelli di altre banche diverse da quella in cui si ha il conto;
  • addebiti Sepa illimitati;
  • 36 accrediti (illimitati per i pensionati) ricevuti con bonifici Sepa, compresi stipendi e pensioni;
  • 12 pagamenti ricorrenti (6 per i pensionati) e 6 non ricorrenti (servizio non disponibile per i pensionati) effettuati tramite bonifico Sepa con addebito in conto;
  • 12 versamenti di contanti e assegni (6 per i pensionati);
  • 4 invii di estratti conto e informative periodiche;
  • numero illimitato di pagamenti con la carta di debito.

Conto corrente di base: come si apre?

Per poter aprire un conto corrente di base, il diretto interessato deve, innanzitutto, dichiarare di non essere titolare di un altro conto di base. Deve anche certificare di avere un Isee sotto gli 11.600 euro o una pensione non superiore a 18.000 euro lordi annui. A tal fine, il titolare deve inviare alla banca entro il 31 maggio di ogni anno l’Isee o un documento che attesta l’importo della pensione. Nel caso in cui l’interessato non abbia i citati requisiti, la banca notifica la perdita del diritto al conto di base a canone zero.

L’istituto di credito, dunque, può rifiutarsi di aprire un conto corrente di base nel caso in cui vengano superati i limiti sopra citati oppure il titolare sia già intestatario di un conto simile in Italia che gli consenta di beneficiare delle agevolazioni minime obbligatorie. Se la banca opta per rifiutare l’apertura del conto, deve informare il cliente per iscritto e senza spese entro dieci giorni lavorativi, motivando la sua decisione. Se l’interessato non è d’accordo con il rifiuto, può inviare un reclamo alla Banca d’Italia o aderire a un sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie.

Conto corrente di base: può essere cambiato?

La normativa consente ad un correntista di cambiare un conto di base per un altro nuovo trasferendo tutti i servizi che aveva già attivi. Per poterlo fare dovrà informare per iscritto la banca di voler cambiare il conto. Quello vecchio verrà chiuso entro 12 giorni lavorativi da quando è arrivata l’autorizzazione del cliente. Nell’autorizzazione inviata per la richiesta, il cliente dovrà precisare quali servizi intende trasferire nel nuovo conto e indicare la data da cui devono essere eseguiti o addebitati gli ordini. Questa data deve essere stabilita a partire da almeno sei giorni lavorativi dal ricevimento della documentazione da parte della banca.

Almeno 30 giorni prima della cessione, il cliente ha il diritto di ottenere le informazioni che riguardano il trasferimento, come quelle relative alla carta di debito o all’Iban, che andrà successivamente comunicato a chi effettua dei trasferimenti regolari sul suo conto (stipendio, pensione, ecc.).

La banca che trasferisce il conto, inoltre, deve garantire:

  • la copertura dei pagamenti al cliente fino a un giorno prima della data specificata nella richiesta, senza bloccare gli strumenti di pagamento entro la stessa data;
  • l’inoltro automatico di tutti i trasferimenti effettuati durante l’anno dopo la data di autorizzazione indicata dal cliente.

La banca che non rispetta gli obblighi o le condizioni per il trasferimento dei servizi di pagamento deve pagare al cliente una penale di 40 euro. La mora aumenta per ogni giorno di ritardo.

La chiusura del conto non può essere effettuata se l’intestatario ha degli obblighi in sospeso che impediscono tale operazione.

Conto corrente di base: come si può chiudere?

Il conto corrente di base può essere chiuso in qualsiasi momento e in modo gratuito.

La banca può recedere quando:

  • il cliente ha utilizzato il conto per scopi illegali;
  • il conto è stato aperto utilizzando delle informazioni false;
  • il cliente non ha eseguito alcun movimento per 24 mesi consecutivi;
  • il cliente non ha più la residenza legale nell’Unione europea;
  • il cliente ha un altro conto di base.

Tranne che nei primi due casi, negli altri il cliente può presentare un reclamo presso la Banca d’Italia o seguire le procedure di risoluzione extragiudiziale delle controversie.

 

Fonte:

https://www.laleggepertutti.it/542382_conto-corrente-di-base-cose-e-chi-puo-aprirlo


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