Per fare politica si deve studiare e si deve nascere

Per fare politica si deve studiare e si deve nascere

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Per far politica, per capire di politica, per capire il mondo che ci gira politicamente intorno, bisogna studiare, bisogna fare tesoro dell’esperienza vissuta sulla propria pelle, bisogna acquisire una capacità fondamentale quale è la lettura del tono della voce e del linguaggio del corpo. Non basta essere fini teorici, non basta essere fini giuristi o grandi economisti. La politica non si improvvisa e si impara facendo esperienza. Si può essere un fine stratega ma se manca l’esperienza politica, con le conoscenze storiche e filosofiche ci fai ben poco. Se poi mancano le conoscenze che permettono di far muovere la cosa pubblica, si finisce ben presto in un vicolo senza uscita. E’ quello che è successo purtroppo per l’Italia al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Egli si è dimostrato un fine giurista; ha dimostrato la propria abilità requisitoria; ha distrutto il suo vice Matteo Salvini portando a conoscenza degli italiani ciò che, sostanzialmente, tutti sapevamo: che Salvini non sia uno statista, che abbia dimostrato prepotenza, che abbia dimostrato scarsa cultura istituzionale e costituzionale è noto anche a chi non ha dimestichezza con il diritto Costituzionale e parlamentare. L’intervento di Giuseppe Conte al Senato ha dimostrato come fra lui e i suoi vice vi sia un abisso culturale. Tuttavia ciò non è bastato perché Matteo Salvini, sotto il profilo della presenza scenica, non ha pari pur non essendo politicamente eccelso. Ha un’ottima squadra di comunicatori buona per quella campagna elettorale permanente che ha fatto in questi 14 mesi e che ha portato anche in Senato nel suo ultimo intervento da Ministro degli interni. Il vero politico della lega è Giorgetti che, furbescamente, ha evitato di essere troppo appariscente e non a caso era sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.
Passando a Di Maio, è inutile sottolineare che la sua inesperienza politica si è manifestata in tutti i suoi aspetti. Si è fatto fagocitare da Salvini che, ad un certo punto, era diventato il vero Presidente del Consiglio dei ministri. Salvini ci lascia in dote, con il placet di Giuseppe Conte, i decreti sicurezza 1 e 2; ci lascia in eredità l’isolamento internazionale dell’Italia; ci lascia in eredità la perdita di quel prestigio che l’Italia merita. Ci lascia in eredità una crisi economica della quale bisogna valutare le conseguenze anche alla luce della crisi globale. Il problema più serio che l’Italia oggi ha è quello di recuperare il suo prestigio e la sua credibilità. Tale credibilità non può darla un Presidente del Consiglio che ha avallato determinati provvedimenti e ciò è uno scoglio difficile da superare a causa della posizione del Movimento Cinque Stelle che vorrebbe, almeno queste sono le notizie che girano, un Conte Bis già inviso al PD che, con i grillini dovrebbe formare l’innaturale maggioranza (Salvini dovrebbe spiegare, alla luce della Costituzione, perché una maggioranza diversa sarebbe innaturale),. Quota Cento, Reddito di cittadinanza, erano proprio necessarie? Questo fantomatico “contratto di governo”, non ha funzionato. Non si può fare un governo se la maggioranza che lo compone è agli antipodi.
Dobbiamo stare attenti ad un fatto: ciò che sta accadendo può portare dritti dritti verso la dittatura. Ieri l’altro, Conte ha fatto un intervento pesante dimostrando di non avere pelo sullo stomaco. Nei 14 mesi di governo ha fatto in modo che Salvini facesse il bello ed il cattivo tempo. Eppure i poteri per fermarlo il Presidente del Consiglio li ha. Andate a prendere una Costituzione e leggete gli articoli che vanno dal 92 al 95. Se Salvini ha potuto fare il bello ed il cattivo tempo, quali disastri può fare Salvini ove il popolo gli dovesse dare la maggioranza per governare?
Stare a parlare di Renzi e della Boschi, stare a parlare della riforma del 2016 che gli italiani credo abbiano capito assai poco, stare a parlare di un governo Renzi che ha portato i valori dell’economia dal negativo al positivo, oggi è un semplice diversivo. Oggi dobbiamo stare con gli occhi aperti perché queste sono giornate drammatiche. Abbiamo appurato con mano quanto valeva il governo lega Cinque Stelle. E’ stato un governo che ha portato l’Italia ad isolarsi in Europa, è stato un governo che ci ha fatto pagare 5 miliardi di interessi sul debito pubblico a causa dello Spread così alto, è stato il governo che nel mese di Giugno ha portato il debito pubblico al suo massimo storico facendo toccare una somma pari a 2386 miliardi (sono dati della banca d’Italia). Oggi lo spread segna 195.1. E’ in discesa rispetto ai mesi precedenti. Significa che i mercati ci osservano e che ritengono il paese al riparo da un governo arraffazzonato come quello che ci lasciamo alle spalle.
Il bello viene adesso. Sono in corso le consultazioni e Salvini chiederà il voto subito come se fosse lui il Presidente Della Repubblica. Premesso che quello di Salvini è il terzo partito in Italia e che, da solo, nulla può decidere, facciamo una breve analisi dei tempi della crisi:
1) ammettendo che il Presidente della Repubblica sciolga le Camere entro il 27 Agosto, non si può votare (vedasi la Carta Costituzionale), prima di 60 giorni dallo scioglimento delle Camere;
2) ammettendo che le urne diano risultati elettorali che consentano la formazione rapida di un governo, andiamo a Novembre;
3) ci sono le scadenze che incombono e che richiedono al nostro paese di decidere sulla nomina del Commissario UE il prossimo 26 Agosto, bisogna procedere alla formazione della legge di bilancio da presentare all’Europa il prossimo 15 Ottobre e bisogna fare l’aggiornamento al DEF il prossimo settembre. Entro il 31 Dicembre il Parlamento dovrà aver esaminato la legge di bilancio e dovrà averla approvata. Il vero problema qui non è tanto l’esercizio provvisorio, ma il disinnesco delle clausole di salvaguardia e del conseguente aumento dell’IVA che affosserebbe, in un momento in cui tutti i segnali parlano di recessione a livello europeo, il nostro paese. Alcuni generi di prima necessità aumenterebbero del 3%.
Le cose più interessanti dobbiamo ancora vederle. Ora Di Maio pretenderà la poltrona di Palazzo Chigi che Mattarella non gli concederà così come ha fatto lo scorso anno. Il PD non può pretenderla perché rispetto al movimento è in minoranza in Parlamento. Si va verso una fase di stallo politico rischioso e Salvini potrà dire di aver avuto ragione.
Sui social si sta ancora a parlare di Renzi ma non si è minimamente capito che Renzi, con tutti i suoi difetti ed i suoi errori, oggi è l’unico vero politico che può dare equilibrio a questa fase storica del nostro paese. Non lo si è capito perché qualcuno lo ha dipinto come il peggio del peggio e gli italiani gli vanno dietro. Questo qualcuno si chiama Grillo, Salvini, Meloni, Zingaretti. Salvini abbiamo visto cosa può fare e quanto sia consistente politicamente. Basta rivedere l’intervento al senato. Spargeva demagogia a piene mani e della consistenza politica ed istituzionale di Salvini ha parlato il suo capo Giuseppe Conte nel suo intervento. Io lo terrei bene a mente.
Su Conte, personalmente nutro molti dubbi. Sarà un ottimo professore di Diritto Privato ma è un pessimo politico. La Meloni è il classico componente che attrae Forza nuova e Casa Pound. Forza Italia è politicamente finita. I grillini sono praticamente niente mescolato con il nulla. Lo dimostra l’elezione del Presidente della Commissione Europea scelto dalla Germania e dalla Francia con l’avallo di Conte che non poteva fare diversamente perché il governo giallo verde ha tolto al paese forza contrattuale.
Non ho dipinto un bel quadretto. Vero? Ma cosa posso farci?
Posso augurarmi che Mattarella riesca a trovare la quadra in mezzo a questa marmaglia di gente che ripete, a mo di registratore, le parole del proprio leader dimostrando poca personalità a livello politico.

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