Il momento della Responsabilità: alleanza con il PD

Il momento della Responsabilità: alleanza con il PD

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Fra le iatture alle quali andremmo incontro sotto un governo Salvini Meloni, a mio avviso vanno annoverate la tassa piatta e l’autonomia differenziata: addio stato sociale, addio scuola pubblica, sanità pubblica,istruzione uguale per tutti e per i disabili, ci sarebbe davvero il rischio di tornare a chiedere l’elemosina davanti alle Chiese.
Sicuramente, qualora dovesse nascere un governo istituzionale, avrò da ridire su alcune sue scelte, ma in ogni caso mi sentirei più garantito da Conte o da Draghi, piuttosto che da Salvini e dalla meloni.

Elena Fattori
Italo Svizzera, sposata e madre di tre figli. Laureata in biologia in Italia, dottorato in biologia molecolare presso l’Università di Zurigo. Ricercatrice, RSA CGIL, appassionata di hatha yoga, e fitoterapia. Attivista del Movimento 5 Stelle dal 2010, eletta Senatrice nel 2013 è stata vicepresidente della commissione parlamentare politiche UE e poi agricoltura. Riconfermata al senato nel 2018.
E’ ora è il momento della responsabilità. Sarebbe facile passare il tempo recriminando che l’epilogo del Governo giallo-verde era prevedibile e previsto. I segnali c’erano da tempo: troppo diversi natura e scopi delle due formazioni politiche che nemmeno il contratto ha potuto rendere compatibili.
Snaturarsi per seguire Salvini nelle sue capriole pirotecniche solo per tenere in vita il Governo, illudendosi che taluni provvedimenti partoriti dalla Lega fossero giusti e in linea con le convinzioni pentastellate, non ha pagato perché gli Italiani, e lo sappiamo già perché lo hanno più volte dimostrato, preferiscono premiare l’originale.
E inoltre, così facendo, il Movimento ha perduto le sue convinzioni e smarrito i capisaldi programmatici. Ma su questo ci sarà tempo per fare autocritica all’interno del Movimento, lo chiedono gli attivisti e saranno necessarie delle risposte reali e non di facciata.
Ora il “caimano verde” vuole capitalizzare i consensi ottenuti alle Europee e confermati dai sondaggi. Apoteosi di egoismo di partito e di cinismo politico, alla faccia degli interessi del Paese. E il Movimento, stremato e spolpato, si trova a dover scegliere non solo per interessi di parte ma anche a tutela di quei cittadini che ha proclamato di aver portato nelle istituzioni.
Ma ora è il momento della responsabilità. Presto il nostro Paese sarà a un bivio: elezioni subito, nel bel mezzo della sessione di bilancio e quindi aumento dell’IVA e rischio di non rispettare i parametri europei o un governo di responsabilità con il PD per mettere al sicuro il Paese ed evitare una deriva autoritaria.
Non ho dubbi su quale sia ora la missione del Movimento. Mettere da parte se stesso e le polemiche politiche con il Pd che hanno contraddistinto i rapporti tra le due formazioni politiche in questi ultimi anni, anche se ciò dovesse costare in termini di immagine e di consensi. Allearsi con il Pd anche se ancora troppo renziano, almeno in Parlamento, per togliere il Paese dalla palude in cui il capitano leghista lo ha portato. Terminare quello che si è iniziato a partire dalla Riforma della Giustizia e dall’introduzione del Salario minimo.
Inoltre, fare una Legge elettorale degna di questo nome, ricordando che sarebbe più opportuno dimezzare gli stipendi piuttosto che il numero dei parlamentari, evitando di andare verso un’oligarchia e avere invece, a parità di risparmi, non meno privilegiati ma meno privilegi.
E solo poi decidere se andare al voto, con buona pace di Salvini. E pazienza se il caimano verde sbraiterà sull’attaccamento alle poltrone dei Grillini. Non lo prenderà nessuno sul serio e i cittadini sapranno giudicare.

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