Mi dicono: cosa ti ha fatto Salvini?

Mi dicono: cosa ti ha fatto Salvini?

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Il titolo dell’articolo vuole rispondere alla domanda che qualcuno mi fa spesso. Vuoi perché questo qualcuno ha la necessità di difendere il proprio voto dato alle elezioni politiche del 2018, del quale si sarà anche pentito, vuoi perché lo avrà confermato alle europee 2019 e, aggiungiamo, alle tornate amministrative se svoltesi, la domanda che mi pongono è “ma cosa ti ha fatto Salvini”? Sotto il profilo personale, io e Salvini non ci conosciamo; io non sono mai andato a pranzo da lui; non ho mai preso parte ad alcun convegno politico o incontro organizzato; non ho votato Salvini e non lo voterò ma perché non ne condivido le idee. Più semplicemente, non mi ispira alcuna fiducia. Un Ministro degli interni che, a proposito dell’indagine che riguarda i “fondi russi alla lega-” dichiara in conferenza stampa che “Nessuno è titolato a parlare della Lega se non il segretario. Questa inchiesta è ridicola”.
“Ho totale fiducia nella giustizia, che andrà fino in fondo in questa preziosissima indagine e se c’è un rublo fuori posto sarò il primo ad arrabbiarmi, ma suppongo che non ci sia”, aggiunge sarcastico Salvini e conclude: “Ho totale fiducia nella magistratura italiana, che è la più veloce, la più libera, la più indipendente al mondo, la più solerte, la più efficace, quindi sono tranquillissimo”, non può essere degno della mia fiducia. Non può essere degno della mia fiducia come non lo poteva essere l’altro candidato di lusso del centro destra italiano ormai al tramonto. Non può essere degno della mia fiducia se un sito americano pubblica un audio che vede coinvolti emissari di uno dei partiti di maggioranza a colloquio con emissari russi pronti a sborsare milioni di dollari da devolvere alle piangenti casse della Lega. In cambio di cosa poi? Non si sa. Nel mondo nessuno fa niente per niente, quindi, non capisco la motivazione per la quale i russi dovrebbero fare un piacere a Salvini. Vogliamo parlare dell’unico indagato, Gianluca Savoini, dalla procura di Milano nell’inchiesta aperta dal Febbraio scorso? Salvini ci dice: “non l’ho invitato io. Non so cosa ci facesse al vertice fra i Ministri Dell’Interno nel Luglio del 2018 a Mosca”. Dobbiamo crederci? Dobbiamo credere che il Ministro degli interni italiano non conosca chi siede al tavolo con lui come facente parte della delegazione italiana? C’è anche qualche foto che ritrae Savoini, indagato per Corruzione Internazionale fra i membri italiani invitati al vertice a Mosca in Luglio. Ma di cosa stiamo parlando esattamente? Il fenomeno della corruzione internazionale è sempre più presente nel mondo globalizzato dell’economia. E’ importante reagirvi per due principali ragioni: la prima è che la corruzione altera il meccanismo degli incentivi della concorrenza sui mercati mondiali, e la formazione di un’adeguata e comune tutela giuridica
è necessario per garantire la parità
della concorrenza fra le imprese sui mercati mondiali; è inoltre necessario aiutare i Paesi in Via di Sviluppo nella loro crescita economica e sociale, perché la corruzione
costituisce prima di tutto una forte distorsione dell’allocazione delle risorse, distogliendo soprattutto
quelle che potrebbero essere destinate allo sviluppo.
La Convenzione dell’OCSE del 17 dicembre 1997 sulla lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche internazionali combatte la corruzione internazionale imponendo agli Stati aderenti di considerare reato per le persone fisiche e giuridiche il fatto di corrompere funzionari stranieri per ottenere indebiti vantaggi nel commercio internazionale.
Le norme in esecuzione della Convenzione in Italia
sono pienamente efficaci dal 4 luglio
2001. L’ordinamento italiano ha introdotto, dal punto di vista della corruzione delle persone fisiche, l’art. 322bis c.p. che punisce “peculato, concussione, corruzione e istigazione alla corruzione di membri degli organi delle Comunità europee e di funzionari delle Comunità europee e di Stati esteri”, applicando diverse fattispecie penali (art. 314 e 316 [peculato], da 317 a 320 [varie ipotesi di concussione e corruzione] e 322 [Istigazione
alla corruzione]) ai funzionari delle Comunità europee e dei pubblici ufficiali e degli incaricati di pubblico servizio in Stati membri dell’Unione europea. Ma la maggiore novità della esecuzione della Convenzione OCSE in Italia è l’obbligo di perseguire direttamente anche le persone giuridiche responsabili della corruzione.
La responsabilità penale delle persone giuridiche, introdotta
dal decreto legislativo n.231 del 2001, prevede che un ente incluse le società di persone e di capitali) è responsabile per i reati di corruzione commessi nel suo interesse o vantaggio da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, amministrazione, direzione o controllo (
anche di fatto), oppure da loro controllati e dipendenti.
La norma riguarda non solo persone giuridiche di diritto italiano ma anche enti, società e imprese aventi in Italia la loro sede principale, che
rispondono anche in relazione al reato compiuto all’estero “purché nei loro confronti non proceda lo Stato del luogo in cui è stato commesso il fatto”.
L’impresa può evitare di essere sanzionata qualora l’organo dirigente abbia adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi, e sia stato affidato ad un organismo autonomo dell’ente il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei modelli e questo vi abbia provveduto efficacemente.
La responsabilità dell’ente e la sua perseguibilità sono autonome rispetto a quella dell’imputato: possono quindi coesistere.
La legislazione italiana prevede anche la predisposizione di appropriati codici di comportamento quale guida dei modelli di organizzazione aziendale: è
un mezzo di prevenzione della corruzione attraverso il coinvolgimento della società civile e delle associazioni di categoria. Nei casi in cui sia accertata l’infrazione, l’impresa è passibile di sanzioni pecuniarie- amministrative e, nei casi più gravi, anche di sanzioni interdittive all’esercizio dell’attività, la sospensione o revoca di autorizzazioni, il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti o contributi, il divieto di pubblicizzare beni o servizi.
La novità della norma non ha tuttavia giocato a favore della sua immediata applicazione pratica, che in Italia non ha avuto un gran successo. In riferimento ai procedimenti per corruzione internazionale iniziati in Italia a partire dall’entrata in vigore della Convenzione OCSE, fino al 31.12.2015
, risultano 57 indagini iniziate durante l’intero
periodo di riferimento; di queste, 18 procedimenti sono ancora in fase di indagine, 9 in fase processuale, 26 procedimenti sono conclusi con solo una condanna passata in giudicato ed una
condanna non definitiva.
Tali dati dimostrano che, pur costituendo la corruzione internazionale la matrice storica dell’introduzione stessa della normativa italiana in materia di responsabilità da reato per le persone giuridiche
, sino ad ora il DLgs. n.231/2001
ha ricevuto principalmente applicazione per illeciti dipendenti da reati di corruzione di persone fisiche, nella fattispecie pubblici ufficiali appartenenti all’ordinamento dello Stato italiano.
Come si evince da quanto appena descritto, il reato di “corruzione Internazionale, reato poco conosciuto perché poco alla ribalta delle cronache giudiziarie, è un qualcosa di abbastanza serio e pesante. Un ministro degli interni non può non conoscere tale normativa o non può essere di efficacia rispetto al suo ruolo. Ecco perché Salvini, con il quale non ho nulla di personale, non mi può ispirare fiducia ed ecco perché spero che la procura di Milano scavi fino ad estirpare ilmarciume che i fatti di questi ultimi giorni testimoniano. Il popolo italiano non merita tutto questo anche se “ogni popolo ha il governo che si merita”.

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