La scheda SIM: tanto usata ma poco conosciuta

La scheda SIM: tanto usata ma poco conosciuta

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E’ un piccolo oggetto che caratterizza la nostra vita di oggi. Chi non ne ha mai vista una? I miei coetanei sicuramente ne hanno avuta una o ne hanno una intestata. La scheda SIM segna il passaggio dalle vecchie linee TACS (Total Access Comunication System) alle linee GSM (Global System Mobile Communications) con tutte le sue successive evoluzioni. Vediamo un po la storia di questo oggettino che con il passar degli anni si è evoluto sino ad essere completamente integrato all’interno dei moderni smart phone con le ESIM che in Italia non abbiamo ancora potuto provare perché i gestori non le hanno diffuse.
Le prime SIM card vennero realizzate nel 1991 dal produttore di card tedesco Giesecke & Devrient seguendo gli standard stabiliti anni prima dall’European Telecommunications Standards Institute. Queste prime direttive stabilivano la forma e il funzionamento logico di ogni scheda SIM in relazione al funzionamento della rete GSM. Con l’introduzione dell’UMTS, la revisione degli standard per le SIM è stata presa in carico dal consorzio 3GPP. Il primo operatore a utilizzare schede SIM fu il finlandese Radiolinjia, che ordinò 300 schede al produttore tedesco. Un numero incredibile per l’epoca; poco più del volume di SIM gestite settimanalmente da un negozio di medie dimensioni oggi (basti pensare che solamente in Italia sono diffuse diverse decine di milioni di SIM).
Come sopra detto, le SIM hanno avuto un’evoluzione tecnica e fisica. Siamo partiti con le Schede SIM, per poi passare alla mini SIM, la micro SIM e la nano SIM
Le prime SIM card in commercio avevano le stesse dimensioni di una normale carta di credito (85,6 mm di lunghezza, 53,98 mm di larghezza e 0,76 mm di spessore).
Con i telefoni che diventano sempre più piccoli, le schede SIM diventano sempre più piccole pur mantenendo il medesimo spessore. Si passa alla mini SIM, che misurava 55 mm di lunghezza per 15 mm di larghezza. Per qualche decennio queste sono state le dimensioni standard di qualsiasi SIM in commercio Con la sempre maggiore diffusione degli smartphone, le SIM hanno subito un’ulteriore cura dimagrante. Si arriva così alla micro SIM (15 mm x 12 mm) e successivamente si passa alle nano SIM (12,3 mm x 8,8 mm, con uno spessore di 0,67 mm). Oggi la SIM è costituita solo dalla parte in oro che ne permette l’utilizzo.
Il circuito integrato di ogni SIM card contiene tre differenti moduli di memoria. c’è il modulo RAM, grande solitamente tra 1 e 8 KB; e il modulo EEPROM, con memoria variante tra i 16 e i 512 KB contenente le cosiddette “personalizzazioni” (i codici di sicurezza della SIM, la rubrica telefonica, i settaggi del centro SMS. C’è il modulo ROM, con dimensioni che variano da 64 a 512 KB e che serve a contenere il sistema operativo della SIM card stessa.
Come detto la scheda SIM ha cambiato la nostra comunicazione segnando l’avvio della modalità GSM. All’interno del CIP sono contenute alcune informazioni necessarie affinché il cellulare e la rete infrastrutturale mobile riescano a “mettersi in comunicazione” tra di loro. Ogni SIM, infatti, contiene informazioni specifiche per ogni rete mobile che permettono l’identificazione univoca dell’utente: dati come l’ICCID, l’IMSI, la Chiave d’Autenticazione, il Local-Area Identity, il numero del centro servizi per gli SMS, il Service provider Name e altri.
Tra questi, i più importanti sono l’ICCID e l’IMSI. L’ICCID (Integrated Circuit Card Identifier) è un codice univoco che identifica la SIM internazionalmente. L’ICCID è stampato anche nella parte retrostante della scheda SIM ed è composto da 19 cifre, inclusa una cifra di controllo generata con l’algoritmo di Luhn. L’IMSI (International Mobile Subscriber Identity), invece, è un codice univoco che identifica una determinata SIM all’interno di un network di un operatore telefonico. L’IMSI è composto da 18 cifre: le prime tre identificano il Paese di appartenenza della SIM (Mobile Country Code), le successive 2 o 3 cifre identificano l’operatore telefonico (le tre cifre sono solitamente utilizzate negli USA o in Canada, mentre nel resto del mondo si utilizzano 2 cifre solamente); i numeri restanti servono a identificare univocamente l’utente e sono chiamate Mobile Subscriber Identification Number .(MSIN). La differenza tra ICCID e IMSI sta nel fatto che il primo resta sempre lo stesso per ogni SIM, mentre il secondo cambia a seconda della rete mobile a cui si è connessi (se si cambia manualmente rete nel proprio cellulare, l’ICCID resterà sempre lo stesso, mentre l’IMSI cambierà).
Come usare una scheda SIM
Prima di poter utilizzare una qualsiasi SIM card, potrebbe essere necessario inserire un codice di sicurezza che sblocchi tutte le funzioni abilitate sulla scheda stessa. Questo codice è il PIN (Personal Identification Numer) ed è composto da 4 cifre. Un primo PIN viene solitamente assegnato dal proprio operatore telefonico, ma l’utente può decidere di modificare il PIN a proprio piacimento oppure di disattivarne l’utilizzo. Per sbloccare la scheda SIM si hanno fino a tre tentativi: nel caso in cui si bagli per tre volte di seguito l’inserimento del PIN, sarà necessario utilizzare il codice di sblocco, il codice PUK (PIN Unblocking Key). Entrambi i codici sono presenti sul supporto rigido che contiene la scheda SIM quando ci viene consegnata.
Cosa sono le schede eSIM
Lo sviluppo e l’evoluzione del Subscriber Identification Module, però, non si arresta con le nano SIM. Per cercare di recuperare ulteriore spazio all’interno dello smartphone e dei dispositivi mobili in genere, sono stati sviluppati dei chip che andranno man mano a prendere il posto delle SIM che oggi utilizziamo. Chiamati eSIM, SoftSIM o SIM Virtuali, questi chip contengono al loro interno (in uno spazio molto più piccolo rispetto a quello usato oggi dalle SIM) tutti gli elementi necessari al corretto funzionamento del telefono: il già citato codice ICCID; i dati e le “coordinate” tecniche necessarie per la ricezione della rete mobile e l’identificazione della SIM al suo interno; e così via. Per cambiare operatore, non sarà più necessario cambiare anche SIM: basterà connettersi a Internet, scaricare i nuovi dati e attendere che siano sovrascritti in memoria. Nel giro di qualche minuto saremo in grado di fare chiamate, inviare SMS o navigare online dalla rete mobile del nostro nuovo operatore.
Una soluzione, quella della SIM virtuale, che dovrebbe trovare un utilizzo sempre maggiore nei prossimi anni: la strada è stata segnata da Apple, che ha aggiunto una eSIM all’interno di Iphone XS ed XR e negli Apple Watch Serie 3 e 4. Le ESIM sono già disponibili in molti paesi Europei. L’Italia come sempre è fanalino di coda. Non ci rimane perciò se non aspettare.

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