La Democrazia del popolo bue

La Democrazia del popolo bue

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La domanda che da qualche giorno mi pongo sempre più spesso è: Salvini è un pericolo per la democrazia? E’ una domanda che mi assilla da tempo ma oggi più di altri giorni visti i risultati dei ballottaggi che non fermano l’ascesa della lega. Ma davvero il popolo italiano non si è ancora accorto della situazione che stiamo vivendo? Come è possibile tutto questo? Davvero il popolo italiano è diventato “popolo bue”? Davvero siamo culturalmente fermi? Davvero il popolo italiano non si accorge della reale situazione che sta vivendo il paese? Possiamo anche pensare che il popolo sia consapevole della situazione reale del paese e sia diventato talmente egoista da voltarsi dall’altro lato per non guardare ciò che succede? Cos’è oggi il popolo italiano? E’ un insieme di sudditi o sa essere ancora cittadino capace di decidere del proprio futuro o del proprio destino?
Salvini in questo momento storico-politico ci rappresenta magistralmente ( si fa per dire).
E’ riuscito a farci ingoiare la massima ingiustizia che è la promessa di far pagare meno tasse ai più ricchi e del condono fiscale, due iniquità che gridano vendetta e che un popolo allo stremo avrebbe dovuto bocciare senza se e senza ma. Perché il popolo italiano non si accorge di tutto questo? Come fa a non accorgersi di tutto questo? Il livello culturale del popolo italiano è davvero così basso da non capire cosa sia un condono oppure al popolo italiano sta bene così? Se il condono sta bene al popolo, è utile lamentarsi quando non funzionano i servizi?
Potrei proseguire a porre una miriade di altre domande ma le domande vogliono anche delle risposte il più possibile nette e precise o diventano un inutile sproloquiare. Posso dire ciò che si nota e suscitare ilarità o riflessioni o, peggio, arrabbiature.
Se il popolo italiano accetta senza protestare certi provvedimenti, può essere paragonato al popolo bue, un popolo che crede al fatto che la mancanza di lavoro, la mancanza di sicurezza, lo stato delle nostre città, sia addebitabile a zingari, immigrati e chi più ne ha più ne metta. I problemi stanno però altrove. Siamo governati da persone che decidono a seconda di ciò che vuole la pancia del popolo. Oggi non si parla alla testa del popolo perché è complicato parlare alla testa del popolo. Si parla però alla sua pancia. Per accontentare il popolo bue, basta poco a quanto pare: lasciamo annegare un bel po’ di neri, pratichiamo la “legittima” difesa e il lavoro precario ci sembrerà meno disperante. Assistere a genocidi, naufragi, maltrattamenti disumani in centri di accoglienza ci sembra la giusta contropartita all’abbandono di anziani e ammalati in cronicari ( nostrani) altrettanto disumani. Mal comune mezzo gaudio, diceva qualcuno.
Da quello che vedo e sento in giro, e lo dico con assoluto rammarico e paura, parlare oggi di Democrazia è complicato. La Democrazia richiede partecipazione, richiede informazione (non quella di Facebook o di certi giornali). Partecipazione ed informazione oggi sembrano essere concetti complessi da capire e da attuare. Il problema è però che andando di questo passo ci potremmo trovare nella malaugurata condizione di non poter più decidere del nostro destino e di quello dei nostri figli ai quali stiamo lasciando una disastrosa eredità.

Chiama Adesso!