L’antifascismo non diventi un antifascismo al contrario

L’antifascismo non diventi un antifascismo al contrario

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Nei giorni scorsi sono stati postati in rete due articoli che condivido: il primo di Gennaro Carotenuto ed il secondo di Flores D’Arcais. Entrambi difendevano le ragioni che hanno spinto molti scrittori a disertare il salone del libro di Torino. Per brevità evito di riportarli anche qui e vi rinvio alla loro lettura tramite una semplice ricerca in rete.
Posterò invece su questo sito un articolo diametralmente opposto: Massimo Fini è un personaggio tutto a sé e non si smentisce mai come bastian contrario. Purtroppo Fini sembra non conoscere il contenuto della Legge Scelba, in base alla quale è considerato come atto fascista qualsiasi atteggiamento teso ad esaltare mussolini, i simboli del fascismo, nonché qualsiasi atto, anche
verbale, di denigrazione della democrazia.
purtroppo la magistratura latita su certe cose: Francesco Polacchi
ha agito in palese inosservanza della legge Scelba.
La libertà di pensiero vale solo in condizioni di reciprocità: io sono anti liberista e statalista, ma un liberista mai mi impedirebbe di esprimere il mio pensiero, come io pure mai mi sognerei di ascoltarlo per controbattere.
Al contrario, il fascista nega la contrapposizione dialettica, in quanto opta per un pensiero unico, da imporre, se può, col manganello e la repressione.

DI MASSIMO FINI

Al Salone di Torino io ci sarò. Con un libro. Altri autori hanno fatto
una scelta diversa ritenendosi offesi dal fatto che, come scrive Camilla
Tagliabue sul Fatto, a questo Salone è presente una casa editrice
dichiaratamente fascista “sovranista e vicino a CasaPound, Altaforte,
che ha appena sfornato un libro-intervista a Matteo Salvini e il cui
fondatore, Francesco Polacchi, si dice ‘fascista senza problemi”. In
democrazia ognuno può fare ciò che vuole, nella misura in cui non nuoce
agli altri. Per lo stesso motivo, come garantisce l’articolo 21 della
Costituzione, ognuno ha diritto di esprimere liberamente le proprie idee
per quanto aberranti possano apparire al pensiero contemporaneo. L’unico
discrimine è che nessuna idea, buona o sbagliata che sia, può essere
fatta valere con la violenza. Invece dai garantisti un tanto al chilo,
che non hanno nemmeno l’idea di che cosa sia un regime liberale e
democratico, si invocano le manette contro idee, fasciste, ‘sovraniste’
e, sia pure in modo indiretto, contro Matteo Salvini che ha pubblicato
un libro-intervista con Altaforte. Non so se costoro si rendono conto
del vaso di Pandora che stanno aprendo. Quando si viola un principio di
libertà, anche con le migliori intenzioni di cui peraltro è lastricato
l’inferno, si sa dove si comincia ma non dove si finisce. Si parte con
Altaforte, si prosegue col ‘sovranismo’, si arriva a Matteo Salvini che,
se non sbaglio, è viceministro del nostro Paese, mentre alle ultime
elezioni politiche il suo partito, la Lega, ha ricevuto il 17 per cento
dei consensi. Se non erro il consenso è l’essenza stessa della
democrazia. Andando avanti di questo passo si potrebbero mettere fuori
legge i Cinque Stelle che sono alleati con Salvini che ha scritto un
libro per Altaforte che è vicina a CasaPound e che ha un editore che si
dichiara fascista. Ma si può andare anche oltre. Il quotidiano Il
Manifesto è esplicitamente comunista e il comunismo, come il fascismo, è
considerato dalla communis opinion di oggi uno degli orrori del
Novecento. Poi potrebbe toccare ai centri sociali che certamente sono
antifascisti, ma altrettanto certamente si richiamano, con diverse
declinazioni, al comunismo.
Oggi, se vogliamo utilizzare queste terminologie che dovrebbero essere
obsolete e catacombali, i veri fascisti sono quegli antifascisti che
vogliono proibire agli altri, che hanno diversa opinione, di esprimersi.
Che è esattamente la concezione illiberale che aveva il fascismo
storico. Molti, in questo Paese, non hanno mai capito che l’antifascismo
non è un fascismo di segno contrario, ma il contrario del fascismo. E
purtroppo continuano a dare ragione al fulminante aforisma di Mino
Maccari: “I fascisti si dividono in due categorie: i fascisti
propriamente detti e gli antifascisti”.

Massimo Fini

Il Fatto Quotidiano, 8 maggio 2019

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