Il bonifico Istantaneo ad Aprile 2019

Il bonifico Istantaneo ad Aprile 2019

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Dal 21 Novembre 2017 in 34 paesi dell’Eurozona, mediante Instant payment (bonifico veloce), è possibile inviare soldi con accredito assicurato in 10 secondi anche nelle transazioni internazionali. Vengono così abbattuti i tempi tecnici che ancora resistevano-. Il servizio voluto dalla BCE ha dei costi aggiuntivi decisi autonomamente dai singoli istituti che riporteremo sotto per quanto riguarda le banche italiane
Per quanto riguarda l’Italia, ad Aprile 2019, ad Unicredit, Banca Intesa e Banca Sella, che hanno fatto da apripista, si sono aggiunte: Banca Popolare Di Sondrio, Banca BNL, Crédit Agricole Cariparma S.p.A. e FinecoBank Spa.
Trascorsi quasi 18 mesi dall’avvio del servizio presso gli Istituti sopra citati, possiamo dire che il bonifico istantaneo è ormai a regime e conferma ciò che era stato sottolineato in sede di presentazione: il bonifico è istantaneo, non revocabile e può spostare dal conto corrente emittente verso il conto corrente ricevente un importo fino a 15.000 € e può essere effettuato 7 giorni su 7 24 ore su 24. Ovviamente conto corrente debitore e conto corrente creditore devono poter trasmettere e ricevere il bonifico istantaneo. E’ utile perciò conoscere quali banche mettono a disposizione il servizio. Ad ogni modo, Il correntista emittente, può, prima di inoltrare l’ordine di pagamento, scegliere di effettuare un bonifico istantaneo o un bonifico ordinario. Se tale scelta è abilitata, significa che il conto corrente creditore può ricevere il bonifico istantaneo. Se il correntista emittente non può effettuare la scelta, significa che il proprio istituto bancario o l’istituto bancario ricevente non supportano tale servizio.
La data di contabilizzazione sarà la prima data bancabile utile.
Non è, come era già stato anticipato, un’operazione a costo zero. Vi potranno essere commissioni anche sulle somme in entrata così
come accade già alle poste. Chi riceve sul proprio conto corrente un bollettino, si vede addebitare una commissione pari a 0.34 € se il versamento non proviene dalla Svizzera o dal Principato di Monaco. In questi ultimi due casi l’addebito sul conto corrente beneficiario è di  € 7.50 oltre, ovviamente,
la commissione a carico del debitore.
Vediamo quali sono costi e limiti giornalieri del bonifico istantaneo a seconda dell’istituto dal quale il bonifico parte, costi e limiti che troviamo nella sezione “trasparenza dei rispettivi siti:
1) Banca Sella permette bonifici istantanei di importo massimo pari a 15.000 €senza limiti giornalieri, con una commissione di 2,30€.
2) Fineco Bank permette bonifici istantanei per un importo massimo cumulato pari a 5000 € al giorno per cliente, con una commissione pari allo 0,20% dell’importo trasferito (min. 0,85 € – max 2,95 €)
Il massimale giornaliero di 5.000,00 € non viene rilevato sul giorno di calendario, ma sulle disposizioni effettuate nelle precedenti 24 ore. L’importo massimo del primo bonifico verso nuovi beneficiari, verso i quali non sono mai stati disposti bonifici, è pari a 500,00 € al giorno. Entro 48 ore dalla disposizione di un bonifico verso un nuovo beneficiario il limite per singola disposizione sarà aumentato fino al limite di importo impostato da Impostazioni bonifici.
La ricezione di un bonifico istantaneo è gratuita.
3) La Banca Popolare di Sondrio ha posto un limite di 15.000 euro per bonifico istantaneo senza limiti giornalieri con questi costi in aggiunta ai costi applicati al cliente per un bonifico ordinario:
A) 1,25€, se la disposizione è destinata a uno dei Paesi dell’Unione Europea; – anche una ulteriore commissione pari allo 0,02% dell’importo del bonifico inviato, con minimo 4€, se la disposizione sia diretta a un Paese della SEPA non facente parte dell’Unione Europea: Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Principato di Monaco, San Marino e dipendenze della Corona Britannica;
B) 0,02% dell’importo del bonifico ricevuto, con minimo 4€, per le disposizioni ricevute da un Paese aderente alla SEPA non facente parte dell’Unione Europea: Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Principato di Monaco, San Marino e dipendenze della Corona Britannica.
4) In BNL il bonifico istantaneo prevede un limite massimo di 15.000 €, sia in entrata sia in uscita e prevede anche un costo per l’invio pari a 0, 04 ‰ dell’importo trasferito (minimo € 1,50 massimo € 25,00).
5) Con Banca Intesa il bonifico istantaneo, si può fare solo in filiale ed ha un limite massimo di 15.000 euro, sia in entrata sia in uscita.
Costi:
• Bonifico urgente fino a euro 500.000 – in contanti: su Banche del Gruppo € 9,00 su altre Banche 0,1500 % Minimo € 26,00
• Bonifico urgente fino a euro 500.000 – addebito in conto. su banche del Gruppo € 5,00 su altre Banche 0,1500 % Minimo € 16,00
Eventuali spese reclamate dai corrispondenti saranno recuperate in aggiunta a quanto sopra.
• Bonifico urgente oltre euro 500.000 (BIR). disposto su banche del Gruppo € 5,00 Disposto su altre Banche € 25,00
Bonifico urgente telematico “Girofondi/Intragruppo”. Girofondi/Intragruppo telematico urgente su Banche del Gruppo € 1,25 Girofondi/Intragruppo telematico urgente su altre banche € 8,00 Commissione a carico del beneficiario se il bonifico proviene da altra Banca € 5,00.
6) Per Unicredit l’importo massimo del bonifico istantaneo è di 15.000€ in un’unica transazione e prevede una commissione di esecuzione del pagamento con addebito in conto pari a 2,50€ salvo deroghe.
Fino ad oggi gli istituti di credito non hanno mai applicato commissioni ai bonifici in entrata ma, essendo questa una fonte di reddito per l’intero sistema piuttosto sicura, le cose potrebbero cambiare.
Stando ai dati della Banca D’Italia, nel 2006 i bonifici rappresentavano il 16% del totale dei pagamenti, mentre nel 2016 sono saliti al 24%.
E’ utile rammentare che Nel 2008 il bonifico su altra banca per cassa, (in contanti e allo sportello), aveva una commissione che si aggirava intorno ai i 6 euro nei maggiori istituti tradizionali con punte di 8,50 €. Oggi la media è di 7,50 € se si usano le 9 principali banche italiane con picchi che sfiorano i 10 euro, addirittura superandoli se si contano le commissioni extra come ad esempio le righe di scrittura che qualche banca non si esime dal far pagare.
Per quanto riguarda i bonifici online si viaggia intorno all’Euro ma c’è anche chi chiede € 0.
Inizia una nuova epoca. Accanto al sistema di pagamento Jiffy di cui abbiamo già trattato e ai pagamenti pos con carta di credito o di debito, c’è anche il pagamento istantaneo mediante bonifico che dovrebbe incentivare l’uso della moneta elettronica e, perché no, una conseguente diminuzione dell’evasione
fiscale che in Italia risulta fra le più alte d’Europa. Ad oggi, secondo il sito Eba Clearing le banche aderenti al servizio sono:

• ABN AMRO Bank

• AS SEB Pank

• AS LHV Pank

• Banca Patrimoni Sella

• Banca Popolare di Sondrio

• Banca Sella Holding SpA

• Banca Sella S.p.A.

• Banco Bilbao Vizcaya Argentaria

• Banco de Sabadell

• Banco Santander

• Bankia S.A.

• BNL

• bunq BV

• BRED Banque Populaire

• CaixaBank

• Commerzbank AG

• Crédit Agricole Cariparma S.p.A.

• Crédit Mutuel Arkéa

• DEPObank – Banca Depositaria Italiana SpA

• Deutsche Bank AG

• DZ BANK AG

• ERSTE Group Bank AG

• FinecoBank Spa

• Hanseatic Bank GmbH & Co KG

• Intesa Sanpaolo SpA

• Landesbank Baden-Württemberg

• Landesbank Hessen-Thüringen

• Latvijas Banka – Bank of Latvia

• Lietuvos Bankas – Bank of Lithuania

• Nordea Bank Abp

• Raiffeisen Bank International AG

• Raiffeisenlandesbank Oberösterreich

• Satabank plc

• Swedbank AB, Lithuania

• Swedbank AS, Estonia

• Swedbank AS, Latvia

• UniCredit Bank AG (HypoVereinsbank)

• UniCredit S.p.A

Mano a mano che si aggiornerà la lista delle banche aderenti al servizio, anche noi provvederemo ad aggiornare l’elenco sopra esposto.

Restando in tema di pagamenti istantanei o veloci dobbiamo ricordare altri servizi:
la tecnologia non cancellerà tutto il nostro passato, ma cambierà i rapporti, le transazioni. I fenomeni di «disintermediazione», ossia la sempre minore presenza di livelli intermedi non solo nella catena del valore, ma anche in quella di formazione dell’opinione pubblica, non hanno colto di sorpresa il
settore bancario (e assicurativo) che già da una decina d’anni studia con sempre maggiore attenzione la digital disruption (cioè tutte le applicazioni a forte contenuto innovativo) per non farsi scavalcare. Basta pensare che in tutti i sistemi di pagamento più evoluti c’è la cara, vecchia banca, ma in un’altra forma. Prendiamo la novità del momento: «Apple Pay», ossia il sistema di pagamento disponibile sugli iPhone, mac e Apple watch. Abbiamo alla fine delle fiere un portafoglio elettronico legato al braccio, in tasca o sulla nostra scrivania. Basta inserire i dati della nostra carta dicredito o di debito, dati che non verranno in ogni caso condivisi ed il gioco è fatto. Lo smartphone, dotato di tecnologia Nfc (near field communication, comunicazione di corto raggio) può essere avvicinato al Pos, proprio come le nostre carte, e in virtù del riconoscimento biometrico dirà al terminale che stiamo pagando con la nostra card, ma in un modo diverso perché le nostre credenziali non vengono condivise, come accade finora nelle transazioni quotidiane.
In Italia Apple Pay ha iniziato a funzionare con carte di credito e prepagate di Unicredit e Carrefour Bank. Successivamente si sono aggiunte American Express, CartaBcc, Fineco,
Widiba e Banca Mediolanum. Tra i partner della grande distribuzione si segnalano, tra gli altri, Auchan, Monclick, La Rinascente e Eataly.
L’innovazione, e non potrebbe essere diversamente,implica un nuovo modo di fare banca e, soprattutto, di gestire i ricavi. Chi aderisce ad Apple Pay, infatti, devolve una parte
delle commissioni (lo 0,15% su ogni transazione) al gruppo di Cupertino. Ecco perché è interesse degli istituti di credito contribuire al marketing di queste soluzioni di pagamento per recuperare con i maggiori volumi ciò che a parità di transazioni potrebbe comportare un calo di fatturato. Da questi
cambiamenti nelle scelte di consumo e nelle modalità di pagamento si origina l’interesse del comparto finanziario per le nuove tecnologie. C’è chi si concentra sulla blockchain, cioè sugli algoritmi delle transazioni alla base degli scambi di monete virtuali come i bitcoin, attraverso il consorzio R3Cev (di cui fanno parte Intesa Sanpaolo e Unicredit), chi si concentra sui prestiti peer-to-peer (cioè tra utenti di uno stesso servizio) e chi fa crescere le startup in casa sperando di cogliere nuove opportunità nel fintech come Intesa Sanpaolo con il suo Innovation Center di Torino.
Gli operatori tradizionali da anni hanno sviluppato piattaforme per il trasferimento di denaro tra utenti o per i pagamenti. Poste Italiane ha integrato i servizi BancoPosta e PostePay sulla sim PosteMobile che consente anche di effettuare pagamenti contactless sul proprio smartphone Android o Windows.
Il fondo Sator ha lanciato la piattaforma Tinaba (acronimo di This is not a bank) per i pagamenti digitali. Sia ha sviluppato l’app Jiffy che può essere personalizzata dalle singole banche ed è stata usata da 20 gruppi tra i quali Intesa, Unicredit, Ubi, Bnl, Widiba, Carige e Cariparma ed altre (ne abbiamo già parlato su questo sito). Poi c’è Zac di Icbpi
(scelta dal Creval), Hype di Banca Sella e ChatCash del Banco Popolare (oggi Banco Bpm).
Administrator – 3 Maggio 2019 –

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