Reddito di Cittadinanza: qualche riflessione

Reddito di Cittadinanza: qualche riflessione

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L’articolo che riporto nella citazione sottostante è del 18 Dicembre 2018 ma risulta ancora oggi molto attuale. Il reddito di cittadinanza non è ancora partito ma la gente, soprattutto al sud, sembra si stia già organizzando per ottenerlo pur senza averne diritto. Chi scrive è fermamente contrario alla misura bandiera del Movimento 5 Stelle. Sarebbe meglio, come ha avuto occasione di affermare Maurizio Gasparri che, secondo un tweet del post sarebbe pronto a dire no all’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini, aprire i cantieri e far lavorare le persone. L’Italia ha bisogno di infrastrutture. Ha bisogno di ammodernare la rete, ha bisogno della TAV, ha bisogno dell’Alta velocità che arrivi a Reggio Calabria e Varchi lo stretto. L’Aduc, dal cui sito è tratto l’articolo che si sta commentando in queste poche righe, riporta alcune affermazioni del Vice Presidente Del Consiglio Di Maio e fa 2 conti. Con quei soldi che l’Associazione dei Consumatori teorizzava come necessari al reddito di cittadinanza, si potrebbe creare lavoro e si potrebbero incentivare gli investimenti dei quali l’Italia ha bisogno. I dati ISTAT sono chiari: l’Italia è in recessione tecnica anche se molti sono pronti a negare persino l’evidenza. La contrazione del 5.,5% della produzione Industriale, le stime della crescita riviste al ribasso da enti internazionali e nazionali, non ci devono lasciar sereni. Se è vero che l’Economia europea sta frenando, In Italia si sta perdendo completamente l’effetto dei sacrifici fatti fra il 2011 ed il 2018. Uno Spread che sfiora spesso i 300 punti base e non scende sotto i 200 punti da Maggio, potrebbe avere sui conti pubblici un effetto devastante del quale bisogna preoccuparsi. Se poi pensiamo al futuro più prossimo, c’è poco da stare allegri. Con un paese in recessione la domanda da farsi è: quale effetto potrà avere il probabile aumento IVA del 2020 e del 2021 sui consumi già stagnanti?
Meglio fermarsi qui con le analisi e tornare al tema di partenza. Buona lettura e buone riflessioni.

Ci voleva la dichiarazione di Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, per rendere chiaro, quello che lo era già da sempre, sul reddito di cittadinanza: una pacchia.

Dice Giorgetti:”Il rischio è che il reddito di cittadinanza aumenti il lavoro nero”, ma al Sud, spiega, i 5 stelle hanno vinto per quella promessa”.

Ci corre l’obbligo di fare alcune considerazioni preliminari. Il vicepremier Luigi di Maio, dichiara che per il reddito di cittadinanza stima “una platea degli aventi diritto di 5 milioni di persone”, quelle in povertà assoluta, il che significa moltiplicare i 780 euro mensili del reddito per 5 milioni, che fanno 39 miliardi di euro l’anno; visto che per il reddito di cittadinanza, il governo stanzierà 6 miliardi di euro per il 2019, la domanda che sorge spontanea è: Di Maio dove troverà i restanti 33 miliardi? Sotto l’albero della cuccagna?
Di Maio aggiunge che “prevede 10 milioni di richiedenti”, sicchè la spesa dovrebbe aumentare. Di Maio ha una zecca personale o sta agganciando 10 milioni di voti?
Tutto questo non ci sarà, ma l’importante è che il popolo creda alle bufale del Di Maio.

Il reddito di cittadinanza non favorisce la ricerca di un lavoro. Il motivo è semplice: perché mai una persona dovrebbe accettare un lavoro con una paga inferiore o pari a 780 euro mensili quando li può ricevere con il reddito di cittadinanza? D’altra parte, il beneficiario può sempre invocare il diritto al rifiuto del lavoro offerto, perché non “attinente alle propensioni, agli interessi e alle competenze”, così come prevede la proposta del M5S.
Una pacchia, insomma!

In più, un lavoratore potrebbe diminuire le ore di lavoro e quindi dei proventi, rientrando nel novero di coloro che hanno un basso reddito, il che attiva il diritto alla integrazione con il reddito di cittadinanza.
Una pacchia, insomma!

Un altro aspetto della questione riguarda il lavoro in nero, il quale non rientra nei redditi ufficiali e, quindi, dà luogo alla elargizione del reddito di cittadinanza. Insomma, lavoro nero più reddito di cittadinanza.
Una pacchia, insomma!

Faremo i controlli, dichiara il vicepremier Di Maio; dimentica che l’economia sommersa, ovvero in nero, ammonta a 208 miliardi di euro l’anno e che, in 25 anni, l’Italia è stata al primo posto tra i principali Paesi della zona euro proprio per l’economia sommersa.

Una pacchia, insomma, a spese del contribuente.

L’articolo subirà modifiche ed approfondimenti non appena il reddito di cittadinanza sarà diventato legge dello Stato, se ne farà una trattazione più approfondita.

Administrator – 13 Febbraio 2019

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