Ottimizzare il PC: parte terza

Ottimizzare il PC: parte terza

image_pdfimage_print




Proseguiamo nella spiegazione e nell’analisi delle operazioni utili all’ottimizzazione del pc.
E’ superfluo ricordare come nel corso del tempo, il computer immagazzini un grosso numero di dati. Molti di questi dati sono inutili e superflui ed occupano spazio e possono creare instabilità e rallentare nel complesso le operazioni di lettura e scrittura.
Oltre al software Ccleaner che consiglio di scaricare nella sua versione a pagamento (gli aggiornamenti sono semplificati ed immediatamente disponibili() acquistabile con pochi euro, Windows ha anche uno strumento di Pulitura disco. L’operazione di pulizia del disco tramite tale strumento è piuttosto semplice. Vediamo i passi da compiere per chi vuole farne uso:
1)   andare su Start;
2)   cercare Pulizia disco dalla barra di ricerca;
3)   selezionare il disco da pulire e seguire la procedura guidata anche senza apportare modifiche.
Personalmente mi sono sempre avvalso di Ccleaner. Il software ad un primo approccio potrebbe risultare complicato ma in realtà così non è. Per una pulizia efficace consiglio di attivare tutte le opzioni in modo tale che il software possa ripulire il sistema in profondità. Consiglio che potrebbe far sorridere o indispettire è quello di conservare le password dei diversi siti a cui si è registrati poiché il software, fra le sue opzioni, ha anche quella di eliminare tutte le password digitate in precedenza le quali, come ben sappiamo rimangono memorizzate in appositi files facilmente decriptabili.
Un altro accorgimento è quello di usare browser molto snelli e leggeri. Se si opta per l’uso di Chrome o Firefox, il caricarli di estensioni può comportare il rallentamento del browser poiché andrebbe ad occupare troppa memoria. Sconsiglio l’uso di Internet Explorer. Raccoglie in giro troppa “immondizia informatica”. I già citati software di casa Google e casa Mozilla sono nettamente più sicuri poiché costantemente aggiornati. Ciò ovviamente comporta che le vulnerabilità sono più frequentemente risolte.
La ricerca dei files in Windows richiede che si tenga attivo il servizio di indicizzazione. Tale servizio  può rallentare le prestazioni del computer e ciò per le macchine piuttosto datate si traduce in ulteriore lentezza. Conviene perciò disattivare  il servizio sostituendolo con appositi programmi di ricerca offerti in gran numero dalla rete. Per la disattivazione dell’indicizzazione dei files, seguire questi passi:
1)   aprire il menù avvio;
2)   cercare ed aprire Gestione Computer;
3)   andare su servizi e  cercare “ Windows Search;
4)   fare doppio click, premere su Interrompi;
5)   mettere il tipo di avvio su Manuale o Disattivato.
In Windows 8.1 e Windows 10, ma anche in Seven, è conveniente usare la modalità di sospensione. In questo modo l’attivazione di Windows impiegherà non più di 10 secondi. Quando il computer è lasciato in modalità sospensione lo Stato del pc viene salvato e ricaricato alla successiva accensione. Ma come attivare  lo Stato di sospensione? Vediamo i passi da compiere:
1)   andiamo in pannello di controllo;
2)   hardware e  suoni;
3)   opzioni risparmio energia ;
4)   specifica comportamento pulsanti di alimentazione.
Dalla finestra che si apre:
1)   cliccare su Modifica impostazioni attualmente non disponibili;
2)   attivare la casella accanto a Sospensione o quella relativa all’ibernazione.
Riparare Windows: è proprio necessario formattare? A mio parere la formattazione è l’ultima delle ipotesi da prendere in considerazione. Windows, infatti, può essere riparato usando i prossimi due strumenti. Il primo di questi è il ripristino della “configurazione di sistema. Quando il pc non funziona correttamente oppure qualche software o alcune periferiche come la rete LAN, il wireless, l’audio o altre funzioni di base presentano errori e non funzionano, mentre in precedenza andava tutto bene, la modalità più facile e veloce per risolvere tutti questi problemi può essere il “Ripristino Configurazione di Sistema” che, sostanzialmente serve a riportare il sistema operativo, senza intaccare file di dati e documenti, ad uno stato precedente. In Windows 10 questa funzione è disattivata, quindi, bisogna attivarla. Vediamo come:
1)   Digitiamo nel box di ricerca “Crea un punto di ripristino” o andiamo in Pannello di controllo;
2)   sistema e sicurezza;
3)   sistema, a sinistra e clicchiamo su Impostazioni di sistema avanzate;
4)   spostiamoci nella scheda Protezione sistema;
5)   crea un punto di ripristino;
6)   clicchiamo su Configura… vicino alla dicitura È possibile configurare le impostazioni di ripristino, gestire lo spazio su disco ed eliminare punti di ripristino;
7)   nella nuova schermata che si apre, selezioniamo “Attiva protezione sistema” ed impostiamo l’Utilizzo dello spazio su disco su un valore compreso tra il 2 % e il 5 %
8)   spostiamoci su Applica e poi su OK.
Lo spazio su disco da dedicare ai punti di ripristino del sistema può essere anche maggiore e dipende dalla capienza dell’hard disk, più questa dimensione è maggiore più vi saranno punti di ripristino andando indietro nel tempo che verranno creati automaticamente quando viene installato un software che apporta modifiche al sistema operativo. I punti di ripristino possono essere creati anche manualmente. Vediamo come:
1)   digitiamo nel box di ricerca “crea un punto di ripristino” o in alternativa andiamo in pannello di controllo;
2)   sistema e sicurezza;
3)   sistema e a sinistra clicchiamo su “impostazioni di sistema avanzate”
4)   spostiamoci alla scheda “protezione sistema;
5)   clicchiamo su  “crea” vicino alla dicitura “è possibile creare subito un punto di ripristino per le unità con Protezione sistema attivata”;
6)   inseriamo una descrizione a piacere e clicchiamo su  Crea ripristino;
7)   attendere il completamento dell’operazione che, se andrà a buon fine restituirà il messaggio “creazione del punto di ripristino completata.
8)   clicchiamo su Chiudi ed avremo completato la creazione del nostro punto di ripristino.
Come sopra detto, il “ripristino di configurazione del sistema” serve a riportare il computer ad uno stato precedente. Ecco i passi da seguire per usare l’utility:
1)   digitiamo  nel box di ricerca “crea un punto di ripristino” o apriamo il pannello di controllo, quindi, apriamo “sistema e sicurezza”, sistema a sinistra e clicchiamo su “impostazioni di sistema avanzate”;
2)   apriamo la scheda Protezione sistema e clicchiamo “ripristino configurazione sistema;
3)   nella nuova finestra cliccate Avanti >;
4)   selezioniamo un punto di ripristino e clicchiamo su avanti;
5)   clicchiamo su fine e rispondiamo positivamente all’avviso che verrà visualizzato;
6)   attendere  la preparazione del ripristino del sistema;
7)   il sistema verrà riavviato per eseguire il ripristino;
8)   al riavvio un messaggio notificherà l’avvenuto ripristino del sistema se tutto sarà andato a buon fine.
E’ importantissimo, per un computer efficiente, correggere gli errori del disco. Fare uno scan disk mensile è perciò obbligatorio quando si nota che l’HD lavora anche quando non stiamo facendo alcuna operazione, se compare spesso la schermata blu dell’errore fatale o vi sono spesso errori nel caricamento dei programmi. I suddetti inconvenienti sono il segnale della presenza di settori del disco o file danneggiati. Lo Scan Disk non è solo uno strumento che controlla l’intero hard disk per trovare e risolvere eventuali errori, ma può davvero aiutare a prevenire problemi più grandi e, soprattutto, ad evitare la perdita dei dati. Vediamo come si usa e cosa fa.
Cominciamo con il dire che può essere utilizzato in due modalità:
1)   Per la scansione dell’integrità del file system, metadati del file system, Tabella file master di un volume (MFT), descrittori di protezione associati ai file, o le allineamento di data e ora o anche delle dimensioni dei file su singoli file.
2)   Opzionalmente, mediante lo scan disk possiamo controllare ogni settore del disco alla ricerca di settori con dati scritti male o da danneggiamenti hardware del disco.
In questo secondo caso lo Scandisk tenta di risolvere questi problemi per riparare i settori difettosi e contrassegnare quelli danneggiati in modo che non vengano più riutilizzati dal sistema e dai programmi. Vediamo adesso come funziona e come procedere all’effettuazione di un controllo del disco:.
Lo strumento funziona più o meno allo stesso modo in tutte le versioni di Windows, anche se in Windows 10 e 8.1 è stato migliorato e reso più veloce rispetto a come funzionava in Seven.
Per controllare un disco sotto Windows 10, procedere come segue:
1)   aprire Esplora file (Tasto Windows +e) e portarsi su “Questo PC”;
2)   una volta aperta la schermata, Cliccare col tasto destro sull’unità che si vuol controllare;
3)   aprire “Proprietà”, e passare alla scheda “Strumenti”;
4)   fare clic sul pulsante “Controlla”.
In Windows 8 e Windows 10, potrebbe comparire il messaggio “non è necessario eseguire l’analisi”, ma sarà in ogni caso possibile avviare comunque una scansione manuale.
Questo tipo di scansione non corregge problemi, è solo un controllo veloce. Ove si dovessero rilevare errori, Windows darà istruzioni su come procedere e il computer verrà riavviato.
In Windows 7, invece:
1)   andiamo in Computer e portiamoci su l’unità su cui si vuole effettuare la scansione;
2)   premiamo il tasto destro e ci portiamo su proprietà e, quindi, nella scheda strumenti;
3)   premiamo sul tasto “”Esegui Scandisk””;
4)   scegliamo le opzioni che si possono abilitare, ossia, “Correggere automaticamente gli errori del filesystem e tentare il ripristino dei settori danneggiati” ricordando che, attivando queste due opzioni il controllo disco impiegherà un po’ di tempo, anche diverse ore e che, ove quello sottoposto a controllo sia il disco di sistema, Windows richiederà di programmare un controllo del disco per eseguirlo la prossima volta che si riavvierà il PC.
In questa breve trattazione non possiamo dimenticare di citare gli strumenti per la risoluzione dei problemi. Microsoft include in Windows 10, 7 e 8 degli strumenti di risoluzione problemi di Windows che bisogna davvero ricordarsi di usare quando ci sono errori di sistema legati ad esempio alla rete, alla stampante, allo schermo, l’audio o collegamenti hardware.
Anche un’ottimizzazione del caricamento delle cartelle può rendere migliore l’uso di un pc più datato. Le opzioni cartella permettono di ottimizzare il caricamento delle immagini, dei video o delle cartelle piene di file, che possono metterci molto tempo per aprirsi.
Le opzioni cartella si trovano nel Pannello di Controllo in Windows 10 in Esplora file.
Nella scheda visualizzazione, deselezionare le seguenti opzioni in Impostazioni avanzate:
1)   mostra descrizione rapida;
2)   mostra gestori delle anteprime;
3)   nascondi unità vuote;
4)   visualizza informazioni della dimensione dei file;
5)   nascondi le estensioni dei file.
in Windows 10 e 8.1, Onedrive sincronizza le password, le impostazioni del browser, ed alcune preferenze di sistema, ma è per ora una funzione quasi inutile che è meglio disattivare.
Questa guida si ferma qui almeno per il momento. Vi sarebbero altri punti da approfondire ai quali qui si è solo accennato. Lo faremo nelle prossime settimane.
By Administrator – 13 Maggio 2017

Chiama Adesso!