Ottimizzare il PC: prima parte

Ottimizzare il PC: prima parte

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Ottimizzare il pc diventa una necessità soprattutto quando la macchina comincia ad essere piuttosto datata. Ciò ovviamente non significa che anche quelle più nuove non abbiano bisogno ogni mese di una sana e profonda pulizia che permetta alla componentistica della macchina di esprimere quelle che sono le potenzialità hardware e software. Quando il pc diventa piuttosto sorpassato in ogni caso possiamo riuscire ad ottenere il meglio possibile mediante qualche accorgimento che si traduce nella cura di tutti quegli aspetti che possono alleggerire lo spreco di risorse. Proseguendo nella lettura si potrà scoprire, non tanto dei trucchi, ma ciò che l’esperienza ed il buon senso suggeriscono alla persona informaticamente diligente e un tantino smaliziata.
Dopo aver avvisato il lettore del fatto che quest’articolo sarà suddiviso in più parti, partiamo con la prima raccomandazione:
è cosa buona e giusta per un pc da tenere in ottime condizioni, effettuare gli aggiornamenti Microsoft. Non fanno danni al sistema ed è sbagliata la moda di sconsigliarli. Gli aggiornamenti periodici provvedono in primis a chiudere le vulnerabilità del sistema che, ad esempio, possono facilitare l’esecuzione di codice malevolo. Dotarsi di un buon antivirus è obbligatorio e l’antivirus stesso va tenuto sempre aggiornato. Motivo di lentezze inspiegabili a prima vista, sono virus e malware. Per quanto riguarda i malware, dotarsi di malwarebytes antimalware. Molti consigliano la versione gratuita. Chi scrive non si allinea e consiglia la versione pro che si acquista ogni anno e può essere installata con una medesima licenza su ben 3 pc contemporaneamente. La versione pro consente di proteggere il pc in tempo reale e si aggiorna in automatico. La versione gratuita invece consente di scansire il computer su richiesta e si aggiorna sempre su richiesta dell’utente. Ecco perché io consiglio la versione a pagamento. Resta inteso che la versione pro e la versione gratuita usano gli stessi database e le stesse metodologie per ricercare le minacce. E’ superfluo ricordare che malwarebytes non sostituisce l’antivirus ma si affianca ad esso per tutte quelle minacce che gli antivirus non rilevano.
Un altro intervento che può far respirare e far riprendere velocità al nostro pc è la riduzione dei programmi che partono all’avvio di Windows. Se software come l’antivirus e l’antimalware devono partire con l’avvio del sistema, altri software possono essere lanciati su richiesta dell’utente. Non dimentichiamo che i programmi che partono all’avvio, restano in esecuzione anche se noi non li usiamo e ciò impiega inutilmente le risorse del sistema. Nella system Tray possiamo vedere quali software sono attivi. Ci basta cliccare su “acute Notifica pulsante” e scorrere con freccia giù. Ma come disattivare i programmi all’avvio?
In Windows 10 i programmi che si attivano all’avvio della macchina sono elencati in una scheda del task manager che si può aprire tramite la combinazione di tasti CTRL+Shift+ESC. Dalla scheda avvio selezionare un software e quindi premere il pulsante disattiva. A questo punto il software disattivato partirà solo su nostra richiesta. Appare superfluo dire che bisogna tenere installati solo quei programmi di cui si fa uso più spesso. Il resto dei programmi, quelli che non si usano soprattutto, vanno disinstallati. Un controllo alla lista dei programmi installati e dell’elenco delle applicazioni di Windows 10 perciò va fatto in modo tale da poter fare la cernita dei software che realmente ci occorrono
Se si notano rallentamenti ulteriori, dare un’occhiata al monitoraggio delle risorse è sempre conveniente. Restando nell’ambito di Windows 10, non si può non sottolineare come il sistema operativo consenta di capire, tramite il controllo dei processi in atto, quali consumano più memoria, maggiore CPU e maggiore spazio su disco. Inoltre alla scheda delle Prestazioni si può vedere l’uso di risorse del PC in tempo reale e cliccare sullo strumento di Monitoraggio risorse per avere tutti i dettagli sui cali di performance. Se un processo usa troppa CPU è probabile un problema hardware o di sicurezza la cui soluzione può esserci data eventualmente dal produttore del software o dai diversi siti che si occupano specificamente del problema. Se la CPU è usata da molti programmi, ci sono soluzioni per
forzare Windows a consumare meno CPU per ogni processo. Per quanto riguarda l’uso eccessivo di RAM, le soluzioni sono due: disinstallare i programmi pesanti o aggiungere RAM al computer. E’ da dirsi che i moderni PC non hanno più questo problema ed hanno sempre memoria RAM a sufficienza per supportare l’utilizzo simultaneo di programmi anche pesanti. Fino a qualche tempo fa la causa principale della lentezza di un computer era però la poca memoria RAM. Sui pc ne avevamo sempre poca e bastava aprire uno o più programmi perché il sistema usasse la memoria virtuale del file di paging, rallentando le prestazioni in modo drastico. Ad ogni modo, non facciamo soffrire il nostro pc. Comprare RAM aggiuntiva, infatti, costa molto poco e con un PC a 64 bit se ne può aggiungere quanta ne serve.
Paradossalmente oggi il problema è diventato l’HD soprattutto quando parliamo di HD meccanici. Si può dire tranquillamente che l’HD meccanico è la parte più lenta di un computer. Spesso si sente caricare il pc in maniera continua e ciò, ovviamente, rallenta la macchina in maniera pesante. Cosa fare? La risposta immediata che si può dare è quella di spostare il sistema operativo su una SSD che trasmette e riceve dati come se fosse una memoria RAM. Sia che si scelga di usare un HD, sia che si scelga di optare per una SSD, il computer va in ogni caso ottimizzato affinché HD o SSD non si danneggino. Per verificare come Windows usi l’HD o la SSD, apriamo il Task Manager usando la già citata combinazione di tasti ctrl+shift+esc. Accediamo alla scheda Prestazioni dalla quale si potrà vedere in tempo reale l’uso dei dischi. Dalla scheda dei processi si può anche controllare quale di questi occupa il disco cliccando sull’intestazione della colonna Disco.
La prima operazione da farsi è lo scandisk per controllare e riparare errori disco soprattutto se si nota un uso del disco al 100%.
Se si utilizza un hard disk normale, è consigliato deframmentare e pulire il disco per ottimizzare il computer. Chi scrive compiva, sotto Windows 7 e Windows XP queste due operazioni ogni 2 mesi. In Windows 8 e 10 la deframmentazione disco è automatica.
Se si usa un’unità SSD non bisogna mai deframmentare perché inutile e dannoso.
Fra le cause maggiormente riscontrate relative all’uso eccessivo del disco, dobbiamo ricordare:
1)      La ricerca e l’indicizzazione file. Disattivare la ricerca e l’indicizzazione dei file in Windows rimane sempre uno dei consigli per ottimizzare Windows e avere il PC veloce.
Per disabilitare la ricerca di Windows, aprire la lista dei servizi (dalla casella Esegui o cerca del menu Start, digitare services.msc), trovare Windows Search dalla lista, premerci sopra e fermarlo col tasto Stop.
Si può anche fermare il servizio dal prompt dei comandi (Come amministratore) eseguendo il comando:
NET STOP “Windows Search, quindi riavviare e controllare dal task manager se la situazione di utilizzo disco è migliorata.
Se si vuol disabilitare la ricerca per sempre, impostare quel servizio come disabilitato e non più automatico.
L’antivirus può essere il colpevole dell’eccessivo uso dell’HD. In questo caso, soprattutto per Windows 7, si dovrebbe optare per un antivirus più leggero. Windows 8 e Windows 10 hanno l’antivirus già integrato che è già sufficiente per una protezione ottimale della macchina.
Fare una scansione antivirus ed una scansione antimalware è sempre utile. Una delle prime cause dell’uso eccessivo del disco è, infatti, la presenza possibile di malware. A volte potrebbe essere anche Flash a occupare l’uso del disco del computer al 100% quindi si può provare a vedere se la situazione migliora disattivando flash sul browser.
Anche lo spegnimento lento del computer può essere indice di problemi. Vediamo come velocizzarne l’arresto premettendo che può anche capitare che il processo di shutdown di Windows non porti a termine l’arresto del computer perché probabilmente qualche applicazione aperta non risponde ed il sistema non riesce a chiuderla rimanendo in attesa di un intervento manuale. Cominciamo col dire che se Windows impiega troppo tempo nel portare al termine il processo di spegnimento, bisogna agire sui programmi aperti, sui servizi in esecuzione e sulla configurazione di sistema e cambiarne le impostazioni. Bisogna specificare che in quest’ultimo caso va modificato il registro di sistema. Per tale ragione raccomandare la massima prudenza è obbligatorio. Procediamo per gradi:
a)       una delle cause del lento spegnimento del pc può risiedere nella presenza di errori sull’hard disk. Il consiglio di eseguire un checkdisk mensile è sempre cosa buona e giusta.
b)      Se ci si accorge che un’applicazione rimane spesso aperta, potrebbe essere utile disinstallarla e reinstallarla da zero. La nuova installazione potrebbe risolvere eventuali problemi di configurazione che impediscono il termine del processo dell’applicazione stessa.
c)       Windows utilizza un file di paging noto anche come memoria virtuale, per poter utilizzare parte dell’hard disk come se fosse una memoria RAM aggiuntiva ed in teoria, l’opzione per cancellare automaticamente il file di paging allo spegnimento della macchina dovrebbe essere disattivata per impostazione predefinita. Se ogni volta che si arresta il pc si nota un arresto lento è utile verificare che la teoria sopra espressa sia anche pratica. Mettiamo, con la prudenza dovuta, mano al registro di sistema accedendovi mediante il comando regedit lanciato dalla finestra “esegui” (tasto Windows + r). Cerchiamo la chiave riportata fra le virgolette “ HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\Session Manager\Memory Management “ (le virgolette vanno omesse ovviamente). Trovata la chiave, nel riquadro di destra si troverà l’impostazione “ClearPageFileAtShutdown” che, se impostata su “0x00000000 (0)”, non va modificata; al contrario se il valore impostato è “ 0x00000001 (1)”, Windows sta cancellando il file di paging allo spegnimento e va cambiato il valore da 0 a 1. Ove non si rinvenga alcuna chiave chiamata “ClearPageFileAtShutdown” tutto è nella norma.
Per il momento ci fermiamo qui. Per altri trucchi seguite le prossime puntate 😊

By administrator – 4 Aprile 2017

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