Equitalia: il 1° Luglio si chiude!

Equitalia: il 1° Luglio si chiude!

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Il recente decreto fiscale n. 193/2016, del 24 Ottobre scorso (ne abbiamo già dato cenno nell’articolo inerente la rottamazione delle cartelle esattoriali a cui si rinvia per maggiori informazioni ), ha decretato la chiusura di Equitalia dal 1° Luglio 2017.
Diretta conseguenza della cancellazione dell’ente dal nostro ordinamento è il passaggio della riscossione tributaria alla nuova Agenzia Delle Entrate-riscossione, ente quest’ultimo, che sarà controllato direttamente dalla Agenzia Delle Entrate e sottoposto alla vigilanza diretta del Ministero Dell’Economia. La riscossione dei tributi perciò tornerà in mano pubblica e l’agenzia Delle Entrate acquisterà il 49% delle azioni Equitalia detenute in questo momento dall’INPS, così come assorbirà tutti i lavoratori in questo momento impiegati in Equitalia.
Cosa cambierà per i debitori? Possiamo subito dire che cambierà poco o nulla. La chiusura dell’ente di riscossione, infatti, non significherà “automatica estinzione dei debiti con il fisco” i quali saranno riscossi dall’Agenzia Delle Entrate che istituirà un dipartimento apposito. Alla fine delle fiere, lo spauracchio della riscossione, malgrado la rottamazione delle cartelle esattoriali di cui abbiamo parlato precedentemente e malgrado i 5 Stelle abbiano fatto dell’abolizione di Equitalia un cavallo di battaglia che ha determinato la sua abolizione, rimarrà tale. E’ stata, quella del Governo (e non poteva essere diversamente) un’operazione di facciata dato che Equitalia, con i suoi comportamenti vessatori, era divenuta ormai oggetto di aspre critiche soprattutto in un periodo in cui la popolazione risente della crisi e di una pressione fiscale molto alta che, accompagnate da tassi di interesse ed un aggio molto elevati fanno in modo che il fardello debitorio sia ancora più gravoso. Ma quali sono le colpe attribuibili ad Equitalia? Lo scopo di chiarezza che chi scrive si dà porta ad un’unica risposta: nessuna colpa è attribuibile ad Equitalia. Il motivo è presto detto ed è semplice: Equitalia, nel suo operare, non fa altro se non applicare le leggi fiscali che impongono un certo Aggio, le sanzioni e gli interessi. Lo stesso farà l’ente di riscossione che ne prenderà il posto. Si può solo sperare che l’opera di riscossione sia, come accade negli altri paesi e come è nelle intenzioni del Governo, meno vessatoria. Potrebbe, e lo vedremo quando la legge di bilancio diverrà tale, essere abolito l’aggio. Si segnala altresì che potrebbero aumentare i tempi di prescrizione dato che il passaggio dal vecchio al nuovo ente non sarà automatico.
Una questione che risalta all’attenzione di addetti ai lavori e non, è quella dei controlli che l’agenzia Delle Entrate esercita già su CCB e così via. Tali controlli, c’è da giurarci, saranno ancora più pesanti. Non si può non ricordare, infatti, che fra i compiti dell’agenzia Delle Entrate vi è quello di “controllare il corretto adempimento degli obblighi fiscali deicontribuenti, controlli che sono finalizzati a dissuadere il contribuente dall’evasione fiscale e a stimolare l’adesione spontanea (tax compliance) al pagamento di quanto dovuto al fisco. Non si dimentichi che l’Agenzia Delle Entrate, al fine di verificare la correttezza fiscale del Contribuente usa diverse metodologie:
1) i controlli automatizzati e formali delle dichiarazioni fiscali;
2) gli inviti al contraddittorio e i questionari;
3) le attività istruttorie esterne come per esempio, controlli mirati e verifiche fiscali;
4) le indagini finanziarie e l’attività di tutoraggio nei confronti delle imprese di più rilevante dimensione.
Considerato ciò, si conferma che per il debitore il cambiamento non c’è e che l’unica speranza che si può coltivare è costituita dalla possibilità di minori
vessazioni.

By administrator – 8 Novembre 2016 –

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