Barring SMS: cos’è

Barring SMS: cos’è

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Mentre si naviga su Internet tramite smartphone, può capitare di “tappare”, come si dice oggi, su banner pubblicitari che provocano l’attivazione di servizi non richiesti che funzionano via SMS o MMS che danno luogo ad addebiti sul proprio credito telefonico o abbonamento in quanto partono da numeri a cosiddetto valore aggiunto in decade 4x (43, 44, 46, 47, 48 e 49) che non rientrano nel proprio piano tariffario.
E’ ovviamente possibile difendersi, chiedendo al proprio operatore di inibire queste numerazioni mediante l’attivazione del servizio “barring SMS”. Esso può essere utile anche per impedire di cliccare la pubblicità su internet, quando si naviga tramite smartphone.
Fare attenzione alle firme che si appongono sui contratti di attivazione delle sim. Nel momento in cui si acquista una nuova sim o si passa ad altro operatore è consigliabile negare il diritto d’uso dei propri dati personali da fornire a terze parti. Ove ciò non si sia fatto, attivare immediatamente il servizio è l’unico modo che ci può salvaguardare da spese non previste. Farlo dopo che si è ricevuto un sms premium potrebbe essere difficile. Per tale ragione, ove si incorra nella sgradita attivazione di servizi non richiesti, bisogna immediatamente chiedere al proprio operatore la disattivazione del servizio non richiesto e successivamente l’attivazione del servizio di barring sms che però ha un inconveniente: vengono bloccati anche i servizi attivati volontariamente come gli sms bancari. In aggiunta bisogna, essendo tali addebiti derivati da “comportamenti per così dire poco corretti”, inviare all’operatore telefonico un reclamo scritto con il quale si richiede e si conferma la disattivazione del servizio non richiesto e contestualmente la restituzione della somma indebitamente sottratta. Nel caso in cui l’operatore non risponda entro 40 giorni, intraprendere un’azione legale di conciliazione tramite un’associazione dei consumatori o provare a conciliare mediante il “CORECOM”, presente in tutte le regioni d’Italia e per i cui contatti si rinvia a Google, rimane l’unica strada percorribile. Gli sms di disdetta del servizio, infatti, non sempre, o quasi mai, funzionano.
Per evitare ogni fastidio, per le prepagate, dare un’occhiata al credito e per gli abbonamenti leggere la bolletta. Questo consiglierebbe la “diligenza del buon padre di famiglia”.

By administrator – 10 Luglio 2016 –   

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