La legge del napoletano

La legge del napoletano

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Tanti i luoghi comuni su Napoli, tante le “solite voci” che si rincorrono sempre sulle difficoltà e le negatività della città.
Come se Napoli fosse l’unica grande città ad avere grossi problemi!
Napoli non è l’unica, certo che no… ma è sicuramente l’unica città a mettere tutto in piazza, a non nascondere nulla. E così… se a Napoli la signora Maria esce di casa, cade e si rompe un piede (ovviamente è un paradosso), dopo un’ora la notizia è già sui giornali.
Oltre a ciò, però, è doveroso aggiungere che tanti problemi della città sarebbero risolvibili se solo cambiasse la mentalità di una parte del popolo, vero zoccolo duro della città partenopea!
Vi raccontiamo un piccolo episodio, accaduto personalmente a chi scrive…
Pochi giorni fa, eravamo a una fermata degli autobus in piazza Vittoria. Mentre attendevamo l’autobus, ascoltammo un dialogo fra una signora e tre ragazzi non napoletani.
I ragazzi, dopo aver chiesto un’informazione alla signora su dove scendere con l’autobus che aspettavano, aggiunsero che non avevano il biglietto, al che la signora replicò – con parole e gesti – che non faceva nulla, lei il biglietto non lo faceva mai e mai le avevano fatto la multa. I ragazzi dissero che in mattinata, su un altro bus, li avevano fermati perché senza biglietto e la signora disse loro che era accaduto perché non erano di Napoli (i giovani erano di Catania).
Insomma, per farla breve, la signora discuteva e spiegava ai ragazzi che il biglietto qui non si fa. E che solo chi non è di Napoli può essere fermato dai controllori. Per lei la regola era questa.
Mi venne spontaneo pensare… e che speranze abbiamo? Con mentalità di questo tipo, chi può cosa?
Tra un sorriso e un’espressione di rassegnazione, riflettei…
Ce la prendiamo col Sindaco, col Governo e col mondo intero. Ma se non cambia la mentalità del popolo napoletano, non abbiamo diritto a prendercela proprio con nessuno!
Rimanendo sull’esempio in questione, alla fine tutti i napoletani che fanno regolarmente il biglietto “pagano” per tutti quelli che non lo fanno, è ovvio!
Perché, sia chiaro… a Napoli, come in tutte le altre città, il biglietto si fa! La regola è, ovviamente, questa (non quella della signora) e moltissimi napoletani il biglietto lo marcano regolarmente. Così come capita spesso anche che, sul mezzo pubblico, salga il controllore, al contrario di quanto asserito dalla signora. Proprio la sera stessa, su un altro autobus, salì il controllore a controllarci il biglietto!
Stavo quasi per inserirmi nel discorso tra la signora e i ragazzi, l’altro giorno, per ribadire questi concetti, ma poi desistetti. Onestamente, con certe “teste” napoletane, nulla può niente, perché in esse sono radicate le loro leggi e allora, invece di sentirmi magari apostrofare con improperi e simili, preferii il silenzio.
E’ triste ma è così.
Tante cose non vanno, a Napoli, perché sono i napoletani (una parte di essi, precisiamo…) a fare in modo che non vadano, “applicando” leggi fatte ad hoc da loro stessi per le necessità del vivere quotidiano.
E finchè sarà così… Napoli rimarrà la splendida e splendente città, afflitta da tante e tante problematiche…!

Daniela Adamo
(25/06/2016)

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