Attenti alle truffe

Attenti alle truffe

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Come direbbe qualcuno “se le inventano tutte”. Tutti, malgrado l’oscuramento del numero telefonico di rete fissa dagli elenchi e/o il registro delle opposizioni
che non ha mai funzionato, siamo soggetti a continue chiamate da parte di questo o quell’operatore telefonico o dell’energia elettrica o del gas che ci
propongono, bontà loro, il contratto migliore del mercato. Tutti vogliono farci risparmiare. Ma in realtà? La truffa è spesso dietro l’angolo.
Esaminiamo alcuni casi.
1) il chiamante: spesso è straniero, parla un italiano indecente ed è poco professionale. Un risvolto tragico della delocalizzazione causata dall’alto
costo del lavoro ha fatto in modo che molte compagnie, a prescindere dallo scopo per cui esistono (telefono, luce o gas), abbiano spostato i loro call
center all’estero. Da qui servizio clienti indecente (la lingua italiana non è per tutti) e danni al cliente che ha la sfortuna di incontrare sul suo cammino
quell’albanese che capisce fischi per fiaschi e che non fa ciò che gli si chiede ma ciò che capisce. Colpa sua? No. Colpa dell’azienda che delocalizza
e che prepara male i suoi dipendenti. Cosa può discendere da ciò? Da qualche anno, il telefono squilla. All’altro capo, spesso, una gentile signorina cerca
di spiegare la sua proposta. Racconta spesso questa gentile signorina, che le tariffe di consumo, debitamente contrattualizzate, a partire dal giorno successivo
rispetto alla chiamata in essere, raddoppieranno. In definitiva si gioca sulla paura del cliente che, al fine di non ricevere bollette esose, potrebbe
abboccare. Il chiamante si spaccia ovviamente per dipendente di compagnie italiane esistenti (Telecom, Enel, Infostrada, Eni, Fastweb e così via).
2) il chiamato: è spesso avanti con l’età, conosce poco i contratti odierni ed è più facile da condizionare e, quindi, da truffare
Come difendersi? Restando in tema di contratti telefonici, chi vuole truffarci spesso parla velocemente ed infarcisce i propri discorsi di termini tecnici
spesso erronei e minaccia costi esorbitanti di cui si potrebbe essere vittima. Se si fa attenzione a ciò che l’interlocutore racconta, si potranno anche
notare probabili contraddizioni che devono accendere la nostra luce e farci pensare male.
E’ utilissimo seguire questi consigli:
a) non fornire mai dati di conto corrente o carte di credito;
b) prendere del tempo e contattare il servizio clienti della propria compagnia.
Per quanto riguarda i contratti di luce e gas:
a) nel caso di visita porta a porta, chiedere sempre il tesserino e fare attenzione poichè potrebbe essere contraffatto;
b) non rilasciare mai dati di carte di credito e conti correnti e non fornire mai i dati relativi al codice cliente pod del contatore;
c) chiedere l’invio della proposta di abbonamento via posta o via mail dato che ha validità e forza di legge fra le parti solo se debitamente firmata e corredata da codice fiscale e documento valido di riconoscimento (passaporto, carta di identità, patente e così via);
d) la firma sul contratto non ha valore se la compagnia offerente non ha chiesto conferma ai potenziali e futuri clienti con lettera o contatto telefonico ulteriore;
e) ove si sia sottoscritto il contratto entro 10 giorni si può esercitare il diritto di recesso da manifestarsi al nuovo operatore a mezzo raccomandata
AR;
f) come dispone il codice deontologico le modifiche unilaterali dei contratti di energia vanno comunicate al cliente con 3 mesi di preavviso e la missiva
deve essere titolata “proposta di modifica unilaterale del contratto” e va inviata a parte rispetto alle fatture salvo che non riguardi una diminuzione
dei prezzi precedentemente stabiliti dal contratto. Se le variazioni dipendono da indicizzazioni dei prezzi previsti contrattualmente le comunicazioni
non sono dovute. Stessa cosa accade se la variazione è contrattualmente stabilita e già conosciuta dal cliente che, in ogni caso viene informato nella
prima bolletta in cui è applicata;
g) i nuovi conteggi devono iniziare il primo giorno del mese successivo rispetto al momento in cui il cliente ha ricevuto la proposta che si presume ricevuta
entro 10 giorni dall’invio da parte del venditore salva prova contraria;
h) la missiva di cui al punto g deve contenere un’illustrazione chiara e completa delle variazioni e dei relativi effetti, la sua decorrenza, modalità
e termini di comunicazione della volontà di recesso senza oneri da parte del cliente (un mese(, l’illustrazione chiara e comprensibile dell’alternativa
che il cliente (qui parliamo di gas naturale) avente diritto al servizio di tutela, ha rispetto al recesso;
i) nell’ultimo caso citato, il cliente deve richiedere all’esercente il passaggio al mercato tutelato entro 30 giorni e l’esercente non può negare tale
diritto e termine.
Tornando ai contratti telefonici, a parte la prudenza raccomandata sopra ricordiamo che:
per il passaggio al nuovo gestore non sono dovute penali anche se le compagnie telefoniche hanno provveduto ad aggirare la legge Bersani imponendo i cosiddetti
“costi di disattivazione”. Le compagnie telefoniche hanno sfruttato le linee guida pubblicate dall’autorità garante per le telecomunicazioni che vogliono
che “gli unici importi ammessi nel caso di recesso sono quelli giustificati dai costi degli operatori”.
Questa tipologia di comportamento rappresenta un forte ostacolo alla concorrenza che ha reso necessario più di qualche intervento da parte dell’Agcom utile
a disciplinare le procedure di passaggio da un’operatore all’altro. L’Agcom ha precisato che “I costi devono essere correlati all’effettivo costo che l’operatore
sostiene mentre per quanto riguarda i trasferimenti ad altro operatore non dovrebbero neppure essere applicati.
Il disegno di legge sulla concorrenza per un soffio non ha reintrodotto la penale a danno dei consumatori che abbandonano un operatore telefonico prima
della scadenza contrattuale delle promozioni la cui durata può arrivare fino a 24 mesi. Come precisato dal governo, tale penale va riferita al recesso
anticipato da promozioni relative all’uso dello smartphone e non al semplice recesso.
Come si può vedere in Italia tutto è complicato e spesso i più danneggiati sono i consumatori. Per tale ragione quest’articolo subirà altri aggiornamenti
nel tempo per tentare di tamponare tali danni.

Francesco La Mancusa

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