I PROGRAMMI ELETTORALI: Fisco, Lavoro, Immigrazione, Famiglia.

I PROGRAMMI ELETTORALI: Fisco, Lavoro, Immigrazione, Famiglia.

Si avvicinano le politiche ed è giunta l’ora di capire cosa ci propone chi ci chiede il voto. L’articolo che segue, è composto da 4 articoli pubblicati sul sito quotidiano.net che ha fatto un’analisi dei programmi delle diverse forze politiche ponendo l’attenzione su un tema fondamentale per la loro realizzabilità: il costo e le coperture finanziarie. Come ci si doveva aspettare, il tema dei costi e delle coperture è abbastanza lacunoso e ciò rappresenta a mio avviso un punto d’attenzione da non sottovalutare nella nostra decisione finale di Domenica.

FISCO/ Il fact checking

Testi a cura di ANTONIO TROISE

PD –
• Programma fiscale molto prudente. Non si prevedono, almeno nell’immediato, interventi radicali sull’Irpef. L’operazione è tutta concentrata sulle detrazioni a favore delle famiglie e sull’estensione ai lavoratori autonomi del bonus di 80 euro
• Fra gli interventi più importanti, lo sconto fiscale, fino a 240 euro mensili, per i figli che non hanno compiuto i 18 anni. Dopo questa soglia e fino a 26 anni, la detrazione si riduce a 80 euro. Scatterà
il bonus di 80 euro per partite Iva fino a 26mila euro lordi. Sono previsti poi sconti fiscali per i neo assunti con contratti a tempo indeterminato.

FACT CHECKING – Secondo le stime più attendibili, il pacchetto fiscale del Pd porterebbe per l’erario circa 16,5 miliardi di minori incassi. I vantaggi maggiori si concentrerebbero, ovviamente, sulle famiglie con i figli. Al top si trovano, anche questa volta, i redditi di 30mila euro, che potrebbero contare su un risparmio medio di 512 euro all’anno. Per chi dichiara 20mila euro, l’effetto positivo si attesterebbe sui 453 euro. Gran parte delle coperture dovrebbero arrivare dai tagli alla spesa e dalla lotta all’evasione: qui il Pd punta sull’estensione della fattura elettronica anche alle transazioni tra privati.

FORZA ITALIA –
• Lo slogan di Forza Italia è più o meno lo stesso delle passate campagne elettorali: meno tasse per far pagare tutti i contribuenti. Il segreto ha un nome e cognome: ‘flat tax’, che tradotto in italiano significa ‘tassa piatta’, ovvero una sola aliquota uguale per tutti, pari al 23%
• Per rispettare il dettato costituzionale della progressività delle imposte, l’operazione sarebbe accompagnata da una no tax area fino a 12mila euro e da un riordino delle deduzioni e delle detrazioni fiscali.

FACT CHECKING – – Secondo i calcoli del partito di Berlusconi, l’operazione costerebbe circa 40 miliardi di euro. Ai quali andrebbero aggiunti i minori incassi delle addizionali regionali e comunali, per un totale di circa 50,5 miliardi di minor gettito. La flat tax sarebbe coperta dall’emersione del sommerso
e dal cosiddetto ‘reset fiscale’, la sanatoria delle liti fra contribuenti e imprese. La flat tax avrebbe due vantaggi: semplificherebbe i nostri rapporti con il Fisco e alleggerirebbe il carico delle tasse. Per i redditi fino a 40mila euro, ad esempio, lo sconto sarebbe di 2.353 euro l’anno.

LEGA –
• Anche la Lega di Salvini propone la ‘flat tax’. Ma con un’aliquota addirittura più bassa rispetto a quella di Forza Italia: il 15% per tutti i contribuenti, accompagnata anche qui dall’introduzione di una ‘no tax area’ che si attesta sui 12mila euro
• Il Carroccio propone anche l’eliminazione di tutte le deduzioni e detrazioni fiscali per famiglie e imprese (fatte salve quelle più importanti, come la casa e i figli a carico), l’abolizione del
sostituto di imposta e l’introduzione del reddito lordo familiare, con una deduzione per ogni componente che può arrivare ai 3mila euro

FACT CHECKING – – Il progetto della flat tax targato Lega costerebbe 16 miliardi di euro in più rispetto a quello di Forza Italia: sommando, infatti, i 40,8
miliardi di riduzione del prelievo Irpef, i 15,5 miliardi di addizionali regionali e comunali e la clausola di salvaguardia pari a 8,5 miliardi a favore
dei redditi bassi, si arriva a un totale di 66 miliardi. Gran parte dei risparmi, secondo gli esperti di Lef (l’associazione per la legalità e l’equità
fiscale che ha messo a confronto le proposte fiscali dei partiti), sarebbero a favore dei redditi al di sopra dei 30mila euro. Per quelli al di sotto,
ci sarebbe un aggravio compensato dalla clausola di salvaguardia.

MOVIMENTO 5 STELLE –
• Il movimento guidato da Luigi Di Maio prevede un sistema fiscale più leggero rispetto a quello attuale, con una rimodulazione degli scaglioni di reddito e l’introduzione di tre sole aliquote: 23% per chi ha un reddito annuo tra 10mila e 28mila euro, 37% tra 28mila e 100mila euro, e
42% sopra i 100mila euro.
• Viene anche prevista una ‘no tax area’ fino a 10mila euro. Anche il M5S riserva un’attenzione particolare alle famiglie, con l’introduzione di una serie di sconti fiscali che vanno dai pannolini agli asili nido fino alle baby sitter.

FACT CHECKING – La riforma fiscale proposta dai grillini avrebbe costi contenuti: meno di 5 miliardi all’anno. Ai quali occorre naturalmente aggiungere i minori incassi previsti dagli sconti fiscali per i nuclei familiari. Anche in questo caso, a fare la parte del leone per quanto riguarda le coperture, è la lotta agli sprechi e i tagli alla spesa pubblica. Quanto agli effetti sulle nostre tasche, il menu del M5S porterebbe un vantaggio per i contribuenti
con redditi medio-alti: si va dai 562 euro di risparmio fino a 30mila euro a 1.228 euro per chi dichiara 100mila euro l’anno

LIBERI E UGUALI –
• Il programma prevede un aumento degli scaglioni di reddito dagli attuali 5 fino a 8, con l’introduzione di un’aliquota zero fino a 1.500 euro, una al 15% fino a 12mila euro, e poi progressivamente tutte le altre: 23%, 28%, 36%, 42%, 48% e infine il 50% per i redditi sopra i 300mila
euro
• Liberi e Uguali punta anche ad abolire l’Irap per le imprese. Le detrazioni per i carichi di famiglia sono postate fuori dall’Irpef e fatte confluire
in un assegno sociale per i redditi fino a 28mila euro. Altro cavallo di battaglia del partito, l’abolizione delle tasse universitarie.

FACT CHECKING – – Mancano stime precise per il piano sul fisco proposto da Liberi e Uguali. La sola abolizione delle tasse universitarie costerebbe circa 1,6 miliardi di euro. Secondo uno studio dell’associazione Lef, il maggior vantaggio si registra per i redditi fino a 30mila euro l’anno, con un risparmio
medio di 481 euro, seguiti da quelli di 20mila euro l’anno con un beneficio pari a 368 euro. Si pagherebbero, invece, più tasse dai 50mila euro di reddito in su, fino ad arrivare a circa 13mila euro di aggravio per chi ne dichiara oltre 150mila l’anno.

I PROGRAMMI ELETTORALI. LAVORO / Il fact checking

Testi a cura di CLAUDIA MARIN

PD
– La parola d’ordine del Pd è quella di rafforzare e completare il Jobs Act. E, dunque, proseguire con la politica degli sgravi per le nuove assunzioni
stabili, ma anche con interventi sul cuneo fiscale dei lavoratori assunti (con un taglio di 4 punti in più anni). In ballo il salario minimo da 9 euro
l’ora, la riduzione della durata dei contratti a termine da 36 a 24 mesi, con un aggravio del loro costo. In gioco il decollo delle politiche attive, un
ammortizzatore per gli autonomi, il “conto personale formazione”. E assunzioni nel pubblico

FACT CHECKING – Si tratta di misure con un livello di copertura finanziaria raggiungibile, ma che si pongono in continuità con l’impianto realizzato in
materia di lavoro nel corso dei governi Renzi e Gentiloni. Di certo si tratta di trovare tra i 6 e i 7 miliardi di euro per tagliare il cuneo fiscale a tutti i lavoratori più altri due miliardi per sostenere gli sgravi per assunzioni stabili. Non si interviene a sufficienza sulle criticità delle politiche attive (come il fallimento dell’assegno di ricollocazione) e su quelle di Garanzia Giovani.

FORZA ITALIA
– Il programma di Forza Italia, come quello dell’intera coalizione di centrodestra (con Lega, Fratelli d’Italia e i centristi), punta sul rilancio della “piena occupazione per i giovani” con valorizzazione di stage, appprendistato, lavoro stabile, formazione. Berlusconi ha annunciato una misura drastica:
azzerare tasse e contributi per sei anni per le assunzioni dei giovani. Poi incentivi per disabili e più tutele per le ragazze madri; ripristino dei voucher
al posto del Libretto di famiglia e dei contratti Presto.

FACT CHECKING – Il versante contributivo dell’incentivo è evidente: si tratta di un risparmio, per le imprese, di circa 8mila euro l’anno per ogni neo assunto. Più incerto lo sgravio fiscale, perché rimane indefinito il beneficiario dello sconto. Di certo, si tratta di una detassazione rilevante. Su uno
stipendio di 15mila euro, il risparmio fiscale sarebbe di 2mila; su una retribuzione di 20mila, sconto da 3.500 l’anno. Il nodo più critico il costo: servirebbero
40-50 miliardi.

LEGA –
Il programma della Lega è comune a quello di Forza Italia, essendo in coalizione. Dunque principalmente e nell’immediato l’eliminazione di ogni tassa o contributo per i primi sei anni (contratto di praticantato e primo impiego) per chi assume un giovane a tempo indeterminato. La rilevante differenza
tra Forza Italia e Lega è, però, nella proposta del partito di Matteo Salvini di ripristinare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (cancellato dal Jobs Act) che prevede il reintegro nel posto di lavoro di chi venga licenziato senza giusta causa

FACT CHECKING – La proposta della Lega, come di Forza Italia, di azzerare tasse e contributi per le assunzioni stabili ha un costo elevato per il quale manca a oggi un’adeguata copertura. I centri studi più autorevoli hanno stimato un onere per le casse dello Stato compreso tra i 40 e i 50 miliardi di
euro. Tutti da trovare. L’altro limite rilevante delle politiche per il lavoro è nella divisione tra Lega e FI sull’articolo 18, perché mentre Salvini
punta al ripristino della tutela, Berlusconi ha spiegato che non intende farlo.

MOVIMENTO 5 STELLE
– La proposta M5s sul lavoro è, almeno per ora, fondata su uno slogan: “riduzione drastica della disoccupazione giovanile” con investimenti in innovazione
tecnologica ad alto moltiplicatore occupazionale; e riduzione, anche qui “drastica”, delle tasse su imprese e lavoro. Si insiste anche con forza sul rilancio
delle politiche attive e, principalmente, sul rafforzamento dei Centri pubblici per l’impiego con una dote da 2 miliardi di euro. Incerta la posizione
sull’articolo 18, tra ripristino e non rispristino.

FACT CHECKING – Le proposte sul lavoro dei 5 Stelle restano largamente indeterminate nella loro articolazione concreta e operativa. Come non è indicata
la misura degli sgravi ipotizzati per le assunzioni e la loro copertura finanziaria. Il riferimento ai settori innovativi e alla moltiplicazione delle
opportunità occupazionali è altrettanto generico. Senza soluzione anche il nodo del ripristino o meno dell’articolo 18: le tesi sono contrastanti.

LIBERI E UGUALI –
Il pacchetto lavoro di Liberi e Uguali è di fatto un ritorno netto alla situazione precedente il Jobs Act ma anche la Legge Biagi. E
dunque: ripristino delle tutele piene dell’articolo 18 e delle causali (le ragioni giustificatrici) nei contratti a termine. Stretta sulle altre soluzioni
di lavoro flessibili e rilancio delle assunzioni massicce nel pubblico impiego. Si propone poi il decollo dell’assegno di ricollocazione e si rilancia
su sussidi e ammortizzatori sociali, proponendo durate più lunghe e copertura universale.

FACT CHECKING – Il ritorno alla fine del secolo scorso nelle regole del mercato del lavoro, secondo molteplici osservatori, rappresenta il limite principale
della proposta complessiva di Liberi e Uguali. L’impatto sull’atteggiamento delle imprese non è prevedibile. Non è indicata la copertura della maxi operazione
di reclutamento del pubblico impiego né la sua scansione temporale. Come non sono fissati i costi delle estensioni degli ammortizzatori.

I PROGRAMMI ELETTORALI. IMMIGRAZIONE / Il fact checking

Testi a cura di ALESSANDRO FARRUGGIA

PD
– • Il programma Pd propone di «controllare le frontiere, combattere i trafficanti di persone, salvare vite umane in mare e accogliere chi fugge da guerre
e persecuzioni». Chiede la revisione del regolamento di Dublino, con redistribuzione dei richiedenti asilo in tutti i Paesi Ue .
• Corridoi umanitari solo in casi eccezionali, potenziamento degli accessi regolari con il sistema delle quote. Più aiuti allo sviluppo e accordi bilaterali
tra Stati per la riammissione. Miglioramento del sistema di accoglienza per richiedenti asilo. Sì allo Ius soli

FACT CHECKING – Il programma Pd in materia di immigrazione non è altro che la prosecuzione della linea Minniti: accordi con gli Stati di transito per fermare
il flusso, più controllo sulle Ong, accoglienza degli aventi diritto. Dotando di risorse i Paesi di transito e inviando contingenti militari, si spera
di bloccare i migranti prima che arrivino da noi. La strategia ha già prodotto un drastico calo degli arrivi, ma dipende dagli equilibri instabili di Paesi
come la Libia. Poco o nulla per ridurre la percezione di insicurezza in Italia

FORZA ITALIA
– • Forza Italia chiede un intervento internazionale che blocchi l’immigrazione dalla Libia tramite «un accordo internazionale con i libici per la creazione di campi profughi e il blocco delle imbarcazioni che portano immigrati». Sì ai respingimenti assistiti
• Serve «un piano Marshall con i Paesi di emigrazione per scongiurare le partenze». Vanno firmati trattati per «riportare nei Paesi di provenienza i 466mila
migranti clandestini oggi in Italia». No Ius soli

FACT CHECKING – La linea di FI è basata sulla linea che Berlusconi attuò al governo. E quindi stretta sull’immigrazione illegale (legge Bossi-Fini), respingimenti
e accordi con i Paesi di provenienza, Libia in primis (l’accordo ai tempi di Gheddafi) integrati da un ‘piano Marshall’. Non ci sono misure innovative,
ma una stretta generale; l’accento sulla sicurezza in Italia risponde a una domanda che viene dal territorio. Difficile sarà attuarlo senza deludere

LEGA –
• La linea è ‘aiutarli a casa loro’ con più cooperazione con l’Africa così da eliminare le cause economiche delle migrazioni. Per fermare chi vuol venire la priorità sarà ripristinare i controlli ai confini e di arginare l’afflusso in mare «tramite la pratica dei respingimenti umanitari»
• Per quanto riguarda la gestione in Italia, vengono previsti il respingimento dei migranti irregolari e un «severo controllo del territorio», oltre a «una rete di monitoraggio della gestione dei richiedenti asilo distribuiti sui territori». No netto allo Ius soli

FACT CHECKING – Il programma della Lega ruota attorno a una stretta sulle operazioni di soccorso, con ‘respingimenti umanitari’ e ritorno forzato nei Paesi di
provenienza per chi è in Italia illegalmente. Accento su accordi con i Paesi di provenienza per «aiutarli a casa loro» oltre a più controlli sull’accoglienza
e più sicurezza. I ‘respingimenti umanitari’ sono già stati condannati dalla Corte europea per i diritti dell’uomo e il ritorno forzato per quasi 500mila
persone è difficilmente attuabile e ha costi molto alti.

MOVIMENTO 5 STELLE
– • Ponendosi l’obiettivo ‘sbarchi zero’, M5S vuole non tanto blindare le frontiere ma «rimuovere le cause che costringono a emigrare». In pratica, un
embargo alla vendita di armi ai Paesi in guerra, la fine dello sfruttamento, una vera cooperazione allo sviluppo
• Il piano: «vie legali e sicure di accesso all’Ue», esame più rapido delle richieste di asilo e la modifica dei regolamenti di Dublino con il ricollocamento obbligatorio e automatico dei richiedenti asilo arrivati in Italia.

FACT CHECKING – Il M5S, duro con Ong e gestione dell’accoglienza, punta su una revisione degli accordi di Dublino per ottenere una redistribuzione non solo dei richiedenti asilo (proposta già in discussione) ma anche dei migranti economici. Certe le barricate da parte dell’Europa, che a malapena tollererà
la redistribuzione dei richiedenti asilo. Più aiuti allo sviluppo è misura condivisa da tutti. La ‘fine dello sfruttamento è enunciazione tanto giusta quanto retorica e soprattutto generica.

LIBERI E UGUALI –
• Leu vuole l’abolizione della Bossi-Fini, l’introduzione di permessi di ricerca lavoro e meccanismi di ingresso regolari e chiede la creazione di un unico sistema di asilo europeo che superi il criterio del Paese di primo accesso e comprenda «canali umanitari e missioni di salvataggio».
• Si chiede la creazione di un sistema di accoglienza «rigoroso, diffuso e integrato», superando la gestione straordinaria «che troppi scandali e distorsioni
ha generato». Lo Ius soli è considerato «un riconoscimento doveroso a chi nei fatti è già italiano»

FACT CHECKING – La linea di LeU in materia di migrazioni è una linea classica ‘di sinistra’. E quindi salvataggi in mare, supporto alle Ong, accoglienza,
asilo a chi fugge da guerre e carestie, canali umanitari. Come oggi, ma teoricamente meglio di oggi, con conseguente mantenimento, o aumento, dei numeri attuali di arrivi. Il sistema unico di asilo europeo non è e non sarà in discussione a Bruxelles, a differenza della redistribuzione dei richiedenti asilo.

I PROGRAMMI ELETTORALI. FAMIGLIA / Il fact checking

Testi a cura di CLAUDIA MARIN

PD
– Il Pd vuole rafforzare il sostegno fiscale alle famiglie applicando una misura fiscale unica (per raggiungere anche gli incapienti sotto forma di assegno) che preveda 240 euro di detrazione Irpef mensile per i figli a carico fino a 18 anni e 80 euro per i figli fino a 26 anni.
• La misura si dovrebbe applicare a tutte le famiglie fino a 100mila euro di reddito, con un sistema di riduzione dei benefici progressivo verso il top dei redditi. Secondo il Pd tutti riceveranno di più di oggi, con un beneficio netto per molti superiore a 80 euro mensili.

FACT CHECKING – La spesa per la misura pro famiglie è di circa 9-10 miliardi, lo stesso costo delle 80 euro. In realtà la misura potrebbe incentivare, se funzionasse, la natalità aumentando la platea dei beneficiari. Non è spiegata nei dettagli la progressività di uscita dalla misura (dove scattano le
riduzioni dei benefici prima dell’azzeramento a 100mila euro di reddito). Reddito disponibile o reddito Isee? Inoltre va chiarito quale sarà il reddito dei figli in base al quale questi siano da considerare a carico della famiglia

FORZA ITALIA
– Uno dei cavalli di battaglia di Forza Italia, come degli altri partiti della coalizione di centrodestra, è il quoziente familiare. L’applicazione delle
aliquote Irpef a seconda del numero di figli dei nuclei, con vantaggi per quelli numerosi.

• Il centrodestra ha recepito la volontà di Fratelli d’Italia di introdurre un piano di sostegno alla natalità con il Reddito d’Infanzia: 400 euro mensili per ogni figlio fino ai 6 anni di età per le coppie con redditi sotto gli 80mila euro l’anno.

FACT CHECKING – La previsione del quoziente familiare come criterio di tassazione del reddito familiare è, al momento, ampiamente indeterminata sia nell’articolazione
sia nei dettagli. Questo aspetto si riverbera nella determinazione dei costi della misura e delle relative coperture. Più concreto e dettagliato il piano di sostegno della natalità, come proposto da Fratelli d’Italia. In questo caso anche i costi dell’operazione appaiono sostenibili senza dover ricorrere
a risorse significative.

LEGA – Il programma per la famiglia della Lega è parte integrante del programma dell’intero centrodestra. Nella declinazione in chiave leghista, si punta maggiormente, però, sulla previsione di misure specifiche di sostegno alla natalità delle giovani coppie.
• Le coppie vanno «agevolate nel loro percorso di vita e costruzione di una famiglia». Si ipotizza un piano straordinario per la natalità, fatto di asili nido gratuiti e assegni familiari più consistenti in relazione al numero dei componenti del nucleo familiare.

FACT CHECKING – Come nel caso del più generale programma del centrodestra per la famiglia e i figli, sarebbe utile poter disporre di una dettagliata articolazione delle misure proposte. Il che si ripercuote anche nella individuazione delle coperture finanziarie degli interventi. Il piano straordinario per la natalità, nello
specifico, rimane un dato più politico, caratterizzante dell’identità leghista che un vero progetto di azione economico-sociale.

MOVIMENTO 5 STELLE
– Anche nel programma dei 5 Stelle il tema famiglia e figli si intreccia con quello fiscale. Tanto che c’è, anche in questo caso, un esplicito riferimento
all’applicazione del modello francese del quoziente familiare. Sono previsti anche: rimborsi per asili nido, pannolini e baby sitter.
• In ballo nel programma stellato anche l’introduzione dell’Iva agevolata per prodotti neonatali, per l’infanzia e per la terza età. Si parla anche dell’innalzamento
dell’importo delle detrazioni per l’assunzione di colf e badanti.

FACT CHECKING – Come per i programmi delle altre forze politiche, anche per il Movimento 5 Stelle gli elementi critici delle misure ipotizzate riguardano
i costi e l’elevata genericità delle soluzioni proposte. Vengono ipotizzati 17 miliardi aggiuntivi da destinare al capitolo famiglia e figli, ma non si
indicano le relative coperture. La nota più incerta è quella che tocca il quoziente familiare, una misura che, in base a come viene articolata, può avere
costi altamente oscillanti.

LIBERI E UGUALI –
• Il movimento guidato da Pietro Grasso punta sull’unificazione delle detrazioni per carichi familiari con gli assegni familiari in
uno strumento unico di sostegno alle famiglie. La misura si dovrebbe estendere anche ai lavoratori autonomi.
• L’obiettivo è superare il problema di quei contribuenti che non possono beneficiare di detrazioni fiscali perché già hanno un’imposta pari a zero. Il
matrimonio deve essere un istituto unico, accessibile a tutte e tutti con il pieno riconoscimento dei legami, comprese le coppie Lgbt.

FACT CHECKING – Vale, infine, anche per Liberi e Uguali la considerazione svolta per le altre forze politiche a proposito del programma per le famiglie:
la genericità delle proposte impedisce di dare una valutazione sulla loro fattibilità economica. Nal caso del programma del movimento guidato da Grasso
compaiono anche indicazioni che ipotizzano lo sviluppo ulteriore di diritti civili per le coppie Lgbt. Il che andrebbe valutato anche per l’impatto economico
sugli istituti di welfare.

I PROGRAMMI ELETTORALI. SICUREZZA / Il fact checking

Testi a cura di ALESSANDRO FARRUGGIA 

PD
– • Per ogni euro in sicurezza andrà investito un euro in cultura. Il Pd propone diecimila assunzioni tra carabinieri, poliziotti, finanzieri, agenti
penitenziari e vigili del fuoco ogni anno per aumentare la presenza capillare sul territorio. Piano per finanziare 50mila nuove videocamere per la sorveglianza
su tutto il territorio nazionale. 
• Eliminazione delle spese per cultura e sicurezza dai limiti del patto di stabilità. Fondi su nuove carceri e su ristrutturazione carceri esistenti, valorizzando
la funzione rieducativa e garantendo la Certezza della pena.

FACT CHECKING – Linea Minniti confermata senza cadere nella deriva securitaria. Le 10mila assunzioni – quantomai necessarie – vale 200 milioni di euro
e si scontra con vincoli di bilancio. Servono tagli altrove, o una (improbabile) deroga europea al tetto del 3%. Videocamere utili e fattibili ma non decisive.
Investimenti in nuove carceri necessari visto il sovraffollamento attuale. Garantire la certezza della pena è un richiamo tanto giusto quanto generico,
specie se non si vuole intervenire sulla prescrizione congelandola dopo l’avvio del processo e ridurre gli sconti di pena. 

FORZA ITALIA
– •  Riforma della giustizia per assicurare il diritto a un giusto processo. Separazione delle carriere della magistratura inquirente e giudicante. Nuova
disciplina delle intercettazioni, della custodia preventiva, del diritto alla difesa. Tempi dei processi nella media Ue, piano straordinario di smaltimento
delle cause arretrate, non appellabilità delle sentenze di assoluzione. 
• Potenziamento del ricorso a misure alternative. Riforma legittima difesa. No a sconti di pena per reati di particolare violenza e efferatezza. Piano
carceri.

FACT CHECKING  – Forza Italia cerca di bilanciare il tradizionale garantismo con un rinnovato accento securitario da tolleranza zero. E quindi giusto processo,
separazione della carriere, nuova disciplina delle intercettazioni, più diritti alla difesa, ma anche no a sconti di pena per i reati violenti, piano per
la costruzione di nuove carceri, più risorse alle forze dell’ordine, poliziotto di quartiere, ricorso ai militari per il controllo delle città, stretta
sui clandestini. Interventi che, però, costano molto.

LEGA –  
• Riforma della legittima difesa, che dev’essere sempre legittima. Cancellazione delle modifiche alle norme carcerarie attuate dal centro-sinistra
e di applicazione di sconti di pena. Ristrutturazione delle carceri inutilizzate e ampliamento del loro numero. Obbligo per il carcerato di contribuire al
proprio mantenimento, anche con il lavoro sostitutivo. 
• Aumento delle dotazioni e dei mezzi per le forze dell’ordine e maggiore presenza sul territorio. Giro di vite contro lo stalking e castrazione chimica
per chi abusa di minori e reitera reato di violenza sessuale. Chiusura di tutti i campi nomadi.

FACT CHECKING – Riforma della legittima difesa molto popolare, certamente fattibile intervenendo sul codice penale, pur se non garantisce – vedi l’America
– una riduzione dei reati. Piano carceri necessario, lavoro sostitutivo innovativo, aumento mezzi e organici delle forze dell’ordine sono misure che pongono
i soliti problemi di bilancio. Attuazione concreta della legge anti-stalking quantomai necessaria. Chiusura campi nomadi di impatto immediato ma poco efficace
con i nomadi italiani. Infine, la castrazione chimica: pone problemi etici. 

MOVIMENTO 5 STELLE
–  • Sicurezza partecipata, con il coinvolgimento dei cittadini. Ragionare su un accorpamento di polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia penitenziaria,
e trasformazione delle attuali qualifiche esclusive di ciascun soggetto in nuove specialità in seno alla nuova ed unica Forza di polizia. 
• Unica eccezione la polizia militare, che verrebbe devoluta ad apposito soggetto in seno alle forze armate. Riforma della prescrizione, condanna al lavoro
di pubblica utilità obbligatorio per pene brevi. Separazione delle carriere dei magistrati.

FACT CHECKING – Sicurezza partecipata slogan generico, teoricamente molto efficace – controllo di vicinato – contro microcriminalità, ma di difficile gestione.
Accorpamento di tutte le forze di polizia riforma epocale che nessuno ha mai tentato, che teoricamente razionalizzerebbe le forze e forse permetterebbe
risparmi (oggi ci costano 20 miliardi all’anno) ma avrebbe resistenze fortissime nelle forze dell’ordine stesse. Riforma della prescrizione molto utile.
Accenti garantisti, mitigati da stretta su immigrazione clandestina.

LIBERI E UGUALI – 
• Antimafia, legalità, lotta alla corruzione, sicurezza dei cittadini devono essere al primo posto della politica. Più prevenzione e
presenza delle forze dell’ordine nel territorio. Aumento degli organici delle forze dell’ordine. No all’approccio securitario, la sicurezza è un compito
dello Stato, no all’ampliamento della legittima difesa. 
• Riduzione dei tempi della giustizia penale e civile. Avere una certezza dell’effetto risarcitorio e/o riabilitativo della condanna, recuperando la funzione
rieducativa della pena e rafforzando le misure alternative. 

FACT CHECKING –  Antimafia e legalità ma no all’approccio securitario. L’accento è sul garantire i diritti, dei cittadini ma anche dei detenuti, più che
sulla repressione. 
Più presenza di forze dell’ordine sul territorio è affermazione condivisibile ma generica, l’aumento degli organici – chiesto da tutti i partiti – si scontra
con i limiti di bilancio. Rafforzamento pene alternative senza esclusione dei recidivi rischia di aprire le porte delle carceri ai responsabili della microcriminalità
più di quanto già oggi non accada.

FONTE: Quotidiano.net

Per quanto riguarda l’elenco dei candidati, da questa pagina è possibile consultarlo:

http://dait.interno.gov.it/elezioni/trasparenzahttp://dait.interno.gov.it/elezioni/trasparenza

Administrator – 28 Febbraio 2018 –

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