Il Bonifico istantaneo: si parte!

Il Bonifico istantaneo: si parte!

Da domani 21 Novembre in 34 paesi dell’Eurozona, mediante Instant payment (bonifico veloce), sarà possibile inviare soldi con accredito assicurato in 10 secondi anche nelle transazioni internazionali. Vengono abbattuti i tempi tecnici che ancora resistevano-. Il servizio voluto dalla BCE, potrebbe avere dei costi aggiuntivi decisi autonomamente dai singoli istituti.
Per quanto riguarda l’Italia, Unicredit, Banca Intesa e Banca Sella fanno da apripista ma ben presto Banca Popolare di Milano e Monte Paschi Siena si aggiungeranno. Altre banche si dovrebbero aggiungere nel 2018. Fra i gruppi stranieri Deutsche Bank, Crédit Agricole e Ing, saranno della partita sin da domani.
Si conferma quanto era già trapelato nei mesi scorsi: il bonifico sarà istantaneo non revocabile e potrà spostare dalla banca debitrice alla banca creditrice un importo fino a 15.000 € e potrà essere effettuato 7 giorni su 7 24 ore su 24.
Non sarà un’operazione a costo zero. Vi potranno essere commissioni anche sulle somme in entrata così
come accade già alle poste. Chi riceve sul proprio conto corrente un bollettino, si vede addebitare una commissione pari a 0.34 € se il versamento non proviene dalla Svizzera o dal Principato di Monaco. In questi ultimi due casi l’addebito sul conto corrente beneficiario è di  € 7.50 oltre, ovviamente,
la commissione a carico del debitore.
Fino ad oggi gli istituti di credito non hanno mai applicato commissioni ai bonifici in entrata ma, essendo questa una fonte di reddito per l’intero sistema
piuttosto sicura, le cose potrebbero cambiare.
Stando ai dati della Banca D’Italia, nel 2006 i bonifici rappresentavano il 16% del totale dei pagamenti, mentre nel 2016 sono saliti al 24%.
E’ utile rammentare che Nel 2008 il bonifico su altra banca per cassa, (in contanti e allo sportello), aveva una commissione che si aggirava intorno ai i 6 euro nei maggiori istituti tradizionali con punte di 8,50 €. Oggi la media è di 7,50 € se si usano le 9 principali banche italiane con picchi che sfiorano i 10 euro, addirittura superandoli se si contano le commissioni extra come ad esempio le righe di scrittura che qualche banca non si esime dal far pagare.
Per quanto riguarda i bonifici online si viaggia intorno all’Euro ma c’è anche chi chiede € 0.
Inizia una nuova epoca. Accanto al sistema di pagamento Jiffy di cui abbiamo già trattato e ai pagamenti pos con carta di credito o di debito, c’è anche il pagamento istantaneo mediante bonifico che dovrebbe incentivare l’uso della moneta elettronica e, perché no, una conseguente diminuzione dell’evasione
fiscale che in Italia risulta fra le più alte d’Europa.
Restando in tema di pagamenti istantanei o veloci dobbiamo ricordare altri servizi:
la tecnologia non cancellerà tutto il nostro passato, ma cambierà i rapporti, le transazioni. I fenomeni di «disintermediazione», ossia la sempre minore presenza di livelli intermedi non solo nella catena del valore, ma anche in quella di formazione dell’opinione pubblica, non hanno colto di sorpresa il
settore bancario (e assicurativo) che già da una decina d’anni studia con sempre maggiore attenzione la digital disruption (cioè tutte le applicazioni a forte contenuto innovativo) per non farsi scavalcare. Basta pensare che in tutti i sistemi di pagamento più evoluti c’è la cara, vecchia banca, ma in un’altra forma. Prendiamo la novità del momento: «Apple Pay», ossia il sistema di pagamento disponibile sugli iPhone, mac e Apple watch. Abbiamo alla fine delle fiere un portafoglio elettronico legato al braccio, in tasca o sulla nostra scrivania. Basta inserire i dati della nostra carta dicredito o di debito, dati che non verranno in ogni caso condivisi ed il gioco è fatto. Lo smartphone, dotato di tecnologia Nfc (near field communication, comunicazione di corto raggio) può essere avvicinato al Pos, proprio come le nostre carte, e in virtù del riconoscimento biometrico dirà al terminale che stiamo pagando con la nostra card, ma in un modo diverso perché le nostre credenziali non vengono condivise, come accade finora nelle transazioni quotidiane.
In Italia Apple Pay ha iniziato a funzionare con carte di credito e prepagate di Unicredit e Carrefour Bank. Successivamente si sono aggiunte American Express, CartaBcc, Fineco,
Widiba e Banca Mediolanum. Tra i partner della grande distribuzione si segnalano, tra gli altri, Auchan, Monclick, La Rinascente e Eataly.
L’innovazione, e non potrebbe essere diversamente,implica un nuovo modo di fare banca e, soprattutto, di gestire i ricavi. Chi aderisce ad Apple Pay, infatti, devolve una parte
delle commissioni (lo 0,15% su ogni transazione) al gruppo di Cupertino. Ecco perché è interesse degli istituti di credito contribuire al marketing di queste soluzioni di pagamento per recuperare con i maggiori volumi ciò che a parità di transazioni potrebbe comportare un calo di fatturato. Da questi
cambiamenti nelle scelte di consumo e nelle modalità di pagamento si origina l’interesse del comparto finanziario per le nuove tecnologie. C’è chi si concentra
sulla blockchain, cioè sugli algoritmi delle transazioni alla base degli scambi di monete virtuali come i bitcoin, attraverso il consorzio R3Cev (di cui fanno parte Intesa Sanpaolo e Unicredit), chi si concentra sui prestiti peer-to-peer (cioè tra utenti di uno stesso servizio) e chi fa crescere le startup in casa sperando di cogliere nuove opportunità nel fintech come Intesa Sanpaolo con il suo Innovation Center di Torino.
Gli operatori tradizionali da anni hanno sviluppato piattaforme per il trasferimento di denaro tra utenti o per i pagamenti. Poste Italiane ha integrato i servizi BancoPosta e PostePay sulla sim PosteMobile che consente anche di effettuare pagamenti contactless sul proprio smartphone Android o Windows.
Il fondo Sator ha lanciato la piattaforma Tinaba (acronimo di This is not a bank) per i pagamenti digitali. Sia ha sviluppato l’app Jiffy che può essere personalizzata dalle singole banche ed è stata usata da 20 gruppi tra i quali Intesa, Unicredit, Ubi, Bnl, Widiba, Carige e Cariparma ed altre (ne abbiamo già parlato su questo sito). Poi c’è Zac di Icbpi
(scelta dal Creval), Hype di Banca Sella e ChatCash del Banco Popolare (oggi Banco Bpm).

By Administrator – 20 Novembre 2017 –

0 comments on “Il Bonifico istantaneo: si parte!Add yours →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *